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La ministra Grillo ha revocato tutti i membri del Consiglio superiore di Sanità

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Consiglio Superiore di Sanità revoca nomine | Il ministero della Salute ha revocato le nomine dei componenti del Consiglio superiore di sanità. Dal ministero guidato da Giulia Grillo sono arrivate lettere di revoca ai componenti non di diritto dell’organo tecnico-consultivo. I membri delle istituzioni, ministero, Aifa e Istituto superiore di sanità, che sono membri di diritto, rimangono al loro posto.

Il consiglio superiore di sanità era stato nominato nel dicembre 2017 con un mandato di 3 anni. La ministra Grillo ha deciso però di revocare le nomine e procedere con delle nuove.

La prassi di cambiare alcuni membri del Consiglio da parte di un nuovo governo è consolidata, ma nessuno aveva deciso di cambiare in blocco tutti i membri.

Il Consiglio superiore di sanità ha il compito di dare indicazioni al ministero della Salute su determinati argomenti.

La presidente uscente, Roberta Siliquini e alcuni degli altri 30 membri si sono detti sorpresi dalla decisione, che non è stata anticipata in nessun modo.

“Prendo atto decisione del ministro, sta nelle sue prerogative. Sarebbe stata una cortesia istituzionale incontrarci almeno una volta da quando si è insediata, cioè sei mesi fa. E invece noi non abbiamo mai visto la ministra”, ha spiegato Siliquini.

“Vorrei ringraziare colleghi straordinari ed eccellenti scienziati che per quattro anni hanno lavorato tanto, con rigore e competenza, e gratuitamente, per il paese”.

A poche ore dalla revoca, arriva la replica della ministra:

“Ho deciso di dare un segnale di discontinuità rispetto al passato rinnovando la composizione dei 30 membri di nomina fiduciaria. Siamo il governo del cambiamento e, come ho già fatto per le nomine di mia competenza nei vari organi e comitati del Ministero, ho scelto di aprire le porte ad altre personalità meritevoli”.

“Sono sicura che alcuni componenti del Css possano essere nuovamente nominati, di certo non i vertici, che devono avere la fiducia e la piena sintonia con il ministro in carica. La decisione di revoca degli organismi collegiali, e dunque del Css, andava presa entro il 5 dicembre, ossia a sei mesi dalla fiducia del mio Governo al Parlamento. Ringrazio tutti i componenti uscenti del Css, di cui mi preme sottolineare l’indiscutibile valore tecnico-scientifico, ma è tempo di dare spazio al nuovo”.

Che cos’è e di cosa si occupa il Consiglio superiore di sanità

Il Consiglio Superiore di Sanità è l’organo tecnico-consultivo del Ministero della salute italiano. Il Consiglio è composto da trenta membri non di diritto, esperti nei vari settori della medicina e chirurgia e della sanità pubblica, nominati dal Ministro della salute, e da ventisei componenti di diritto.

I componenti non di diritto del Consiglio superiore di sanità durano in carica tre anni.

Il Consiglio Superiore di Sanità ha sia compiti consultivi che compiti propositivi. Esamina, su richiesta del Ministro della Salute, ciò che riguarda la sanità pubblica e viceversa può proporre al Ministro della Salute di esaminare i problemi che riguardano l’igiene e la sanità, o indagini scientifiche.

Le funzioni:

prende in esame i fatti riguardanti la salute pubblica, su proposta del ministro della Salute;

propone lo studio di problemi attinenti all’igiene e la sanità pubblica; propone indagini scientifiche su avvenimenti di rilevante interesse nel campo dell’igiene e della sanità;

propone la formulazione di schemi, norme e provvedimenti per la tutela della salute pubblica;

propone la preparazione di norme per l’edificazione di opere per l’igiene pubblica (per es., ospedali, istituti di cura) da parte di pubbliche amministrazioni;

esprime pareri sui regolamenti e sulle convenzioni internazionali che riguardano la salute pubblica; sulle tabelle delle lavorazioni insalubri e dei coloranti nocivi; sulle norme per la tutela della salute pubblica; sugli insetticidi; sui lavori pericolosi delle donne e dei fanciulli e sulle norme igieniche del lavoro, sugli stupefacenti, sui servizi diretti a prevenire ed eliminare i danni delle emanazioni radioattive e delle contaminazioni atmosferiche

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