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Mostro di Firenze, un nuovo indizio potrebbe dare una svolta all’inchiesta dopo 33 anni

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Un nuovo indizio che potrebbe aiutare l’inchiesta aperta dalla procura del capoluogo toscano sul mostro di Firenze. È stato ritrovato infatti un proiettile in un cuscino dove dormivano le vittime del delitto degli Scopeti, che risale al settembre 1985 e che è l’ultimo attribuito al Mostro di Firenze.

La clamorosa novità, riportata dal quotidiano La Nazione, potrebbe dare una svolta al caso. Il proiettile è stato sottoposto ad accertamenti del dna. Secondo le prime ricostruzioni sarebbe un colpo andato a vuoto, come appare dall’ogiva (la parte anteriore del proiettile) che non presenta deformazioni.

Il proiettile potrebbe aiutare a far risalire all’identità dell’arma: la Beretta calibro 22 mai rinvenuta, o una nuova pistola, mai trovata ma che gli inquirenti non escludono.

Il proiettile è stati ritrovato nella tenda di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, la coppia di giovani francesi ultime vittime del mostro di Firenze.

L’inchiesta attualmente aperta riguarda l’ex legionario Giampiero Vigilanti, 88 anni e il medico Francesco Caccamo, 87enne. Per gli ultimi quattro duplici delitti seriali avvenuti nell’area di Firenze vennero condannati, come complici di Pietro Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti, i cosiddetti ‘compagni di merende’, entrambi deceduti.

Pacciani, condannato in primo grado a più ergastoli per 7 degli 8 duplici omicidi e successivamente assolto in appello, è morto prima di essere sottoposto a un nuovo processo di appello.

Mostro di Firenze: il delitto degli Scopeti

Il 9 settembre 1985 un ragazzo che cercava i funghi nel bosco degli Scopeti, nel comune di San Casciano in Val di Pesa, a pochi chilometri da Firenze, si imbatté in due corpi senza vita, di un ragazzo e di una donna.

Quei due corpi non erano dei morti qualsiasi: erano le ultime due vittime del mostro di Firenze, il serial killer che terrorizzò la Toscana e l’Italia intera tra il 1968 e il 1985, uccidendo 16 persone in otto duplici omicidi.

Questi delitti sono accomunati da alcuni fattori: la pistola, una Beretta calibro 22 – la stessa in tutti gli omicidi e finora mai trovata – e la dinamica di colpire coppie appartate in auto in atteggiamenti romantici (tranne in un caso, in cui, forse per errore, colpì due ragazzi e un altro in cui colpì una coppia in tenda), sempre nella provincia di Firenze.

Un altro tratto, forse il più macabro, sono le escissioni che il mostro ha compiuto sul cadavere femminile in quattro casi su otto: nei due delitti del 1981, il mostro escisse il pube delle ragazze uccise, mentre nel 1984 e nel 1985 tagliò anche il seno sinistro dei corpi delle donne. A questo link tutti i dettagli sulla storia del Mostro di Firenze.