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Il drammatico appello del capitano del peschereccio: “Non possiamo continuare a navigare senza meta” | VIDEO

Le immagini arrivano dalla Nuestra Madre de Loreto. A bordo ci sono undici migranti. Dopo dieci giorni di "abbandono" la decisione: si va verso Malta

Hanno salvato dodici persone. Dodici migranti. E per giorni sono stati costretti a navigare, “da nord a sud, da est a ovest” nel Mediterraneo “per sfuggire al maltempo, senza avere una risposta”. Alla fine la situazione è stata sbloccata dalla decisione unilaterale del capitano che ha iniziato a dirigersi verso la Spagna, per poi essere “dirottato” verso Malta.

L’appello che arriva dal capitano del peschereccio Nuestra Madre de Loreto è drammatico: “Non possiamo continuare a navigare da nord verso sud, da est verso ovest per sfuggire al maltempo, senza avere una risposta. Non è possibile non trovare un riparo per queste persone!”.

La sera del 30 novembre uno dei dodici naufraghi a bordo del peschereccio Nuestra Madre de Loreto è stato trasportato d’urgenza a Malta in stato di incoscienza, come si può vedere dal video qui sotto.

Le altre undici persone sono rimaste a bordo, in mezzo alle onde, nel Mediterraneo centrale. “Nei loro occhi e nei loro corpi” denunciano da Mediterranea Saving Humans “ci sono i segni delle torture subite in Libia. Preferiscono la morte al tornare indietro. La loro vita dipende da tutti noi”.

Dopo ore di estenunanti trattative, nel primo pomeriggio di sabato 1 dicembre il capitano ha deciso, unilaterlamente, di fare rotta verso la Spagna: a “scortare” la Nuestra Madre de Loreto l’imbarcazione “non governativa” Proactiva Open Arms.

Un gesto, quello del capitano, che di fatto ha costretto Malta a rompere il muro: così, dopo dieci giorni, i migranti ancora a bordo potranno sbarcare nell’isola del Mediterraneo.

Nella notte, infatti, le condizioni meteo sono peggiorate: questo ha convinto la guardia costiera spagnola ad assumersi la responsabilità di dirottare il peschereccio verso La Valletta.

I migranti erano partiti dalle coste di Khoms e sono stati raggiunti dalla marina libica che ha riportato in Libia 25 profughi lasciandone altri 12 in balia delle onde.