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Sondaggi elettorali: aumenta il vantaggio della Lega sul M5S

Il partito di Salvini continua a cresce, quello di Di Maio continua a calare: i numeri della Supermedia YouTrend-Agi

Immagine di copertina
Il murale su Salvini e Di Maio dello street artist TvBoy. Credit: Afp/Miguel MEDINA

Sondaggi politici oggi | 30 novembre 2018

La Lega continua a crescere e il Movimento Cinque Stelle continua a calare. Queste le tendenze che emergono dalla Supermedia dei sondaggi elettorali realizzata da YouTrend e Agi sulla base delle rilevazioni condotte dai principali istituti di sondaggio nell’ultima settimana (Qui tutti gli ultimi sondaggi).

Il distacco tra i due partiti di governo arriva a sfiorare i sei punti percentuali, con la Lega che oggi raccoglierebbe in media il 31,8 per cento dei voti e il M5S a quota 26,1 per cento.

Anche il vantaggio della coalizione di centrodestra e M5S nell’ultimo mese è andato in aumento, da 15,7 punti ai 19 attuali.

Il Partito democratico si attesta invece al 17,3 per cento e per la terza settimana consecutiva cresce dello 0,2 per cento: secondo gli autori della Supermedia, potrebbe trattarsi di “una fluttuazione casuale”, ma anche di un andamento legato all’apertura ufficiale del dibattito congressuale “che potrebbe aver già iniziato a incuriosire (se non a coinvolgere) elettori o ex elettori del Pd”.

La Supermedia mette anche in evidenza che gli italiani sono preoccupati per le polemiche connesse alla manovra finanziaria.

Secondo un sondaggio di Tecné, il 62 per cento degli intervistati si dichiara preoccupato per la bocciatura della Commissione europea e il 59 per cento (in aumento di 4 punti rispetto al mese precedente) teme che ci possa essere una crisi finanziaria se i mercati e lo spread dovessero surriscaldarsi eccessivamente. Calano inoltre al 38 per cento i giudizi positivo verso la manovra economica, mentre salgono al 52 per cento quelli negativi.

Un altro sondaggio, realizzato da Antonio Noto per la trasmissione “Cartabianca”, rivela che il 58 per cento degli italiani si dice favorevole a cambiarla per convincere l’Unione europea, mentre solo 2 su 10 sono a favore della linea della fermezza e la lascerebbero così com’è.

Numeri confermati dall’istituto Emg di Fabrizio Masia, secondo cui il 63 per cento degli italiani è favorevole a cambiare la manovra “per evitare conseguenze peggiori”, contro un 30 per cento secondo cui il Governo deve “tenere il punto”.