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Fredy Pacini, i carabinieri lo smentiscono: “Non aveva subito 38 furti ma 4”

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Fredy Pacini, l’uomo che ha sparato e ucciso un ladro che, nella notte, si era introdotto nel suo capannone di Monte San Savino, in provincia di Arezzo, non aveva subito 38 furti come ha raccontato.

Il titolare dell’azienda agli inquirenti aveva spiegato di essere esasperato dopo i tanti furti subiti, ma i carabinieri di Cortona lo hanno smentito. “Non risultano 38 furti”, ha detto il capitano dei carabinieri Monica Dallara, intervistata da Fanpage.it.

“Nel 2014 denunciò due furti. Da allora afferma di vivere all’interno della sua azienda ma, negli ultimi quattro anni, risultano soltanto altre quattro denunce per tentativo di furto. Perciò non 38 ma quattro, e non furti ma tentativi di furto”.

L’avvocata di Pacini ha ammesso che “solo alcuni tentativi di furto, in effetti, sono stati denunciati”.

Fredy Pacini ha sparato cinque volte a due uomini in fuga che avevano provato a entrare all’interno della sua ditta, una rivendita di gomme a Monte San Savino (Arezzo). Uno dei due è rimasto ucciso, un ragazzo moldavo di 29 anni, l’altro è invece riuscito a scappare.

Il titolare dell’azienda stava dormendo quando è stato svegliato dal rumore del vetro in frantumi. Corso al piano di sotto, si è trovato davanti i due ladri. E in quel momento ha aperto il fuoco.

Fredy Pacini, come raccontato in diversi servizi televisivi, aveva deciso di lasciare la sua abitazione e trasferirsi al piano superiore del suo capannone dopo i vari furti subiti: “Dormo qui perché voglio proteggere la mia azienda”.

L’ultimo furto lo aveva subito a marzo. E in quell’occasione diverse emittenti televisive locali hanno raccolto il suo sfogo: “Sto vivendo un incubo” raccontò. “Sto qui dentro tutto l’anno, per me non esistono ferie o vacanze”.

Pacini sarà iscritto nel registro degli indagati per eccesso colposo di legittima difesa: il primo passo degli inquirenti sarà quello di capire se i due ladri erano effettivamente armati come dichiarato dal titolare dell’azienda.

Immediata la presa di posizione di Matteo Salvini in difesa di Fredy Pacini: “Dopo il Decreto Salvini, arriverà in Parlamento la nuova legge sulla Legittima Difesa. Io sto con chi si difende, entrare con la violenza in casa o nel negozio altrui, di giorno o di notte, legittima l’aggredito a difendere se stesso e la sua famiglia. La mia solidarietà al commerciante toscano, derubato 38 volte in pochi mesi: conti su di noi!”.

Ma Salvini non è stato il solo a solidarizzare con Fredy Pacini. Sui social network è partito l’hashtag #iostoconfredy e si sono moltiplicati i messaggi di sostegno al gommista e allo stesso Salvini, che ha promesso di far arrivare presto in Parlamento una nuova legge sulla legittima difesa.