Me

Pagano per una dose di marijuana, ma è cannabis legale: torturano per vendetta un 15enne

Il ragazzo che aveva fatto da "intermediario" è stato torturato per ore. Adesso gli aggressori sono nel carcere minorile di Milano

Immagine di copertina

Bastonate, acqua gelata e sapone negli occhi, minacce di morte all’interno di un garage dove è stato sequestrato e legato da una banda di coetanei. Queste le vere e proprie torture, compiute per vendetta sul ragazzo di 15 anni di Varese che aveva venduto cannabis legale al posto di vera marijuana. Gli aguzzini, un gruppo di quattro coetanei del baby pusher, sono ora dietro le sbarre.

  • La marijuana light ora è ufficialmente legale in Italia: lo certifica il governo

Un incubo

I fatti risalgono allo scorso 9 novembre, giorno in cui i colpevoli delle violenze sono stati arrestati e portati nel carcere minorile Beccaria di Milano.

Il movente di questa azione di gruppo, hanno dichiarato gli stessi 15enni, è stata la vendita di cannabis legale spacciata per marijuana. I ragazzini hanno organizzato una vendetta trasversale: legato in un garage, lo hanno picchiato con un bastone, gli hanno gettato acqua gelata addosso e sapone negli occhi, minacciandolo di ucciderlo con un coltello, di dargli fuoco con un accendino e una bomboletta di gas, e di farlo sbranare da un cane.

La gravità del gesto

Le prime dichiarazioni dei legali dei minori sottoposti agli interrogatori di garanzia sono state dell’avvocato Alessandro Indelicato, che difende uno dei giovanissimi arrestati: “sta iniziando a capire la gravità di quello che ha fatto e giudica giusti i provvedimenti presi dall’autorità giudiziaria”, e che a “a fronte di un possibile collocamento in comunità, tra qualche mese, il ragazzo ha accettato di affrontare un percorso all’interno del Beccaria, e scriverà una lettera alla vittima per chiedere scusa”, come viene riportato anche dal quotidiano Repubblica.it.