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“Notting Hill”, è corsa ai fidanzamenti nella libreria del film

Le proposte di matrimonio, a quasi 20 anni dall'uscita della pellicola, arrivano da tutto il mondo

Immagine di copertina
Una scena del film "Notting Hill" con Julia Roberts e, di spalle, Hugh Grant

“Trovare una persona che davvero ami e che lei ami te”. Lo affermava William Thacker (Hugh Grant) in Notting Hill prima di sposare Anna Scott (Julia Roberts).

Una fiaba che da allora – era il 1999 quando il film uscì nelle sale – continua a realizzarsi anche nella vita reale. Infatti, nell’iconica libreria di William, chiedere la mano all’anima gemella è diventata una prassi.

Le proposte di matrimonio nella libreria di “Notting Hill”

Nel film si chiamava The Travel Book Co., nella realtà è The Notting Hill Bookshop. Il piccolo negozio di libri situato a Londra è diventato una meta obbligatoria per le coppie provenienti da tutto il mondo che hanno intenzione di sposarsi.

“Negli ultimi 5 anni abbiamo registrato un aumento di richieste di proposte di matrimonio – ha spiegato James Malin, co-proprietario con il fratello Howard del locale al numero 13 di Blenheim Crescent – Vengono da ogni parte del globo. Abbiamo avuto persone da Australia, America, Cina e Giappone”.

Malin ha raccontato al Telegraph la storia di una giovane coppia cinese in luna di miele. I due sposi avrebbero indossato nuovamente gli abiti della cerimonia per essere fotografati nel negozio.

Di nazionalità cinese anche un uomo e una donna che si sono incontrati nella libreria e che sono tornati sei mesi dopo per comunicare ai proprietari che stanno ancora insieme. Marius Köppen, invece, ha nascosto l’anello di fidanzamento in un libro di Harry Potter per chiedere alla compagna Angela di diventare sua moglie.

“Abbiamo conosciuto tante persone negli ultimi anni e, quando ci chiedono di fare qualcosa di speciale, cerchiamo di accontentarli” ha dichiarato Malin.

A quasi 20 anni dal film Notting Hill, secondo il proprietario, il trend registrato potrebbe addirittura aumentare. Per alcuni l’operazione dei Malin non è altro che una buona mossa di marketing.