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Che cos’è la legge marziale e perché è stata introdotta in Ucraina

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Il parlamento ucraino. Credit: Afp/ Ukrainian Presidential Press Office

Credit: Next New Media

Il 26 novembre 2018 in Ucraina è stata introdotta la legge marziale, che rimarrà in vigore per 30 giorni. La legge interessa le regioni che confinano con la Russia, ancora nelle mani dei filorussi.

La decisione arriva dopo lo scontro navale nel mar d’Azov: il 25 novembre la marina russa avrebbe aperto il fuoco contro tre navi ucraine nello stretto di Kerch, la parte di mare che separa la Russia dalla Crimea.

Dopo lo scontro navale tra le imbarcazioni russe e ucraine il presidente aveva convocato una riunione urgente del suo “gabinetto di guerra” per decidere come reagire a quella che secondo il governo di Kiev è stata una vera e propria aggressione. (Qui abbiamo spiegato cosa è successo nel dettaglio).

In Ucraina il prossimo 31 marzo 2019 si tengono le elezioni presidenziali.

Legge marziale: cosa prevede

Nel testo sono riportate le motivazioni alla base di questa decisione, le zone precise del paese in cui si è deciso di introdurre la legge marziale, un elenco dei diritti e libertà costituzionali che verranno temporaneamente limitate e una lista dei compiti assegnati al comando militare e alle amministrazioni locali.

La legge marziale dà poteri straordinari all’esercito anche in ambito civile, e può ad esempio restringere la libertà di manifestazione e di stampa.

L’ex repubblica sovietica per 30 giorni diventa uno Stato militarizzato dove il potere è detenuto dal presidente, capo delle forze armate.

La legge marziale prevede il coprifuoco e il divieto di muoversi in zone ritenute pericolose. Tra i provvedimenti vi è la possibilità di proibire manifestazioni, assemblee, scioperi. L’attività dei partiti politici, movimenti e organizzazioni viene posta sotto il controllo statale.

Legge marziale: cos’è

La legge marziale prende il nome dal dio Marte, il dio della guerra.

Si tratta di un sistema di governo in cui le leggi ordinariamente in vigore in uno Stato vengono temporaneamente sospese e i tribunali militari prendono il controllo della normale amministrazione della giustizia.

La legge marziale può essere introdotta in caso di stato di guerra della nazione colpita, o per eccezionali esigenze di ordine pubblico, come ad esempio una catastrofe naturale o un tentativo di rivoluzione dopo un golpe militare.

La legge marziale riduce alcuni dei diritti normalmente garantiti ai cittadini. In alcuni Stati la legge marziale prescrive la pena di morte per alcuni crimini, anche se leggi ordinarie non riconoscono tale pena nel proprio sistema.

Recentemente la legge marziale è stata applicata in Thailandia nel 2014, in Cina durante la Protesta di Piazza Tienanmen nel 1989.

Andando indietro negli anni, troviamo un altro esempio nell’Italia del 1943, divisa tra Repubblica di Salò a nord e Italia occupata dagli Alleati a sud, dove Mussolini, per evitare ribellioni o fughe di massa, ed ingrossare il più possibile le fila dei soldati della RSI, instaurò le leggi marziali.