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Ex Penicillina Roma, la sindaca Raggi firma l’ordinanza di sgombero

La sindaca ha preso atto della "inagibilità dello stabile dichiarata nel 2011 dalla Commissione per la sicurezza statica degli edifici privati"

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Credit: Anna Ditta

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha firmato l’ordinanza di sgombero della ex fabbrica Penicillina. Il provvedimento è stato disposto “a tutela della salute e della pubblica incolumità” e prevede “l’allontanamento delle persone a qualunque titolo presenti”.

Lo stabile che sorge nella periferia della Capitale è di proprietà della I.S.F. Industria Farmaceutica Srl e al momento ospita tra le 300 e le 500 persone tra italiani, richiedenti asilo e rifugiati.

Nel firmare l’ordinanza, la sindaca ha preso atto della “inagibilità dello stabile dichiarata nel 2011 dalla Commissione per la sicurezza statica degli edifici privati”.

Nel provvedimento si dispone anche “l’allontanamento delle persone” e “l’immediato ripristino delle chiusure con i mezzi idonei a impedire l’accesso dai varchi adibiti a transito carrabile e pedonale”.

La sindaca di Roma ha anche ordinato alla proprietà di “provvedere alla messa in sicurezza” delle strutture e ha chiesto di “presentare entro 30 giorni uno specifico progetto” relativo alle strutture “prospettanti la via Tiburtina, per le quali potrebbe sussistere pericolo per la pubblica incolumità data la prossimità” della strada.

“Roma ha fatto la propria parte, ora spero che gli altri soggetti facciano quanto necessario per evitare che venga rioccupata di nuovo, è già la terza volta che sgomberiamo, c’è quindi bisogno che ognuno faccia la sua parte per evitare il riproporsi di uno schema visto e rivisto”, è stato il commento della sindaca Raggi.

Ex fabbrica penicillina oggi

Nell’ex fabbrica di San Basilio, abbandonata da oltre 30 anni, vivono ad oggi circa 200 persone, secondo i dati comunicati a TPI.it da Federica Borlizzi dell’associazione Alterego-Fabbrica dei diritti, che offre assistenza legale gratuita ai migranti.

Nell’immobile, che si trova a pochi metri dal fiume Aniene, si trovano inoltre rifiuti tossici e amianto, e spesso al suo interno si verificano roghi.

“La situazione nell’ex fabbrica si è aggravata a seguito di una politica di sgomberi, come quello di via di Vannina, a cui non è seguita alcuna proposta di alternativa abitativa. Questa politica non ha funzionato”, spiega Borlizzi. “Per questo l’immobile non è da sgomberare ma da evacuare garantendo i diritti delle persone che vivono al suo interno”.