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Decreto Sicurezza: quali sono i dubbi del presidente Mattarella

Diversi punti del decreto Salvini rischiano di essere costituzionali. Il Colle ha espresso anche dubbi sul merito di alcune questioni

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Il decreto sicurezza e immigrazione è passato anche alla Camera. Con 336 sì il 27 novembre il testo, sul quale era stata posta la fiducia, ha ricevuto il voto favorevole dell’Aula.

Il decreto aveva già ricevuto il via libera del Senato il 7 novembre 2018 con 163 sì. Anche in quel caso, il 6 novembre, il governo aveva posto la questione di fiducia.

Il decreto era stato approvato all’unanimità il 24 settembre 2018 dal Consiglio dei ministri.

Il testo riguarda la “prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa, modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, oltre alle disposizioni su “rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale, di immigrazione e di cittadinanza”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha seguito con qualche preoccupazione la nascita e lo sviluppo del provvedimento. Da giorni al Quirinale gli uffici legislativi che aiutano il presidente a esaminare i testi delle leggi e dei decreti legge sono pronti a ricevere il testo del dl sicurezza.

Il Colle ha sottolineato i punti che rischiano di non essere costituzionali e ha espresso anche dubbi sul merito di alcune questioni.

L’urgenza del provvedimento

Innanzitutto la necessità e l’urgenza, e poi alcune norme in contrasto con i trattati internazionali.

In base alla Costituzione, il Capo dello Stato deve firmare i decreti perché questi vengano pubblicati dalla Gazzetta ufficiale e diventino operativi. E la firma la può apporre solo se il decreto rispetta due requisiti: se risponde ai criteri di necessità e di urgenza che permettono al governo un provvedimento subito applicabile e se non è palesemente incostituzionale.

A tutelare le decisioni del presidente, la sentenza 406 del 1989 della Corte Costituzionale. Se rifiutato, il decreto diventerebbe carta straccia, perché a detta di coloro che hanno visionato la bozza, non passerebbe il sì della Corte, in quanto presenterebbe violazioni dei diritti fondamentali.

Rispetto alla bozza iniziale, alcuni articoli sono stati interamente cancellati, destinati magari a rientrare in sede di conversione in legge, in Parlamento.

Le modifiche sarebbero arrivate perché ad alcune norme previste mancava il carattere d’urgenza necessario per far ricorso alla decretazione.

Diritto d’asilo e cittadinanza

Altri dubbi riguardano soprattutto la stretta sul diritto d’asilo, garantito all’articolo 10 terzo comma della nostra Costituzione.

C’è poi la questione della revoca della cittadinanza, o la revoca del diritto d’asilo in caso di condanna anche in primo grado – oltre ai rilievi costituzionali e la difficoltà a rispettare accordi internazionali. 

Diverse modifiche sono state apportate anche sulla parte relativa all’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, anche se sarebbe stato fatto salvo l’aumento del personale in capo all’agenzia.

Riguardo ai dubbi che avrebbe espresso il Quirinale sul testo, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha assicurato che il contenuto del decreto è stato inviato in via preliminare al capo dello Stato, che, quando riceverà formalmente il testo, “avrà tutto l’agio per eventuali rilievi”.

In attesa di vedere giungere sulla scrivania anche il decreto sul crollo del ponte di Genova, annunciato ma mai approdato, Mattarella esaminerà dunque i 44 articoli del decreto sicurezza.

Il premier Conte ha ostentato sicurezza: “Quando c’è un decreto legge, cortesia vuole che si anticipino al Quirinale contenuti e testo dei decreti, ed è stato fatto anche in questo caso – ha detto il capo del governo – c’è stata già un’interlocuzione. Non voglio tirare per la giacca il presidente della Repubblica: avrà tutto l’agio di fare tutti i rilievi che desidera”.