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Il ragazzo siriano intrappolato per 10 mesi nell’aeroporto di Kuala Lumpur è libero

Hassan al-Kontar, cittadino siriano di 36 anni, dopo 10 mesi bloccato all’interno dell’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur, in Malesia, può finalmente volare verso il Canada, dove lo attendono alcuni familiari

Immagine di copertina

Dopo 10 mesi trascorsi intrappolato nell’aeroporto di Kuala Lumpur, in Malesia, Hassan al-Kontar, un cittadino siriano di 36 anni è finalmente libero e sta volando verso il Canada, dove lo aspettano alcuni suoi familiari.

Hassan ha annunciato la notizia su Twitter, il social dove ha raccontato in questi mesi la sua vita ferma in aeroporto.

“Mi scuso per non essermi fatto vivo negli ultimi due mesi, per adesso non importa dove sono, quello che è importante è il presente e il futuro. Oggi sono sono nell’aeroporto internazionale di Taiwan e domani raggiungerò la mia destinazione finale: Vancouver in Canada. Gli ultimi 8 giorni sono stati lunghi e difficili e gli ultimi 10 mesi sono stati davvero tosti e freddi. Grazie a tutti voi per il supporto che mi avete dato, grazie alla mia famiglia, ai familiari in Canada e al mio avvocato. Vi voglio bene. Vi terrò aggiornati.

Voglio lanciare un appello per tutte le persone che sono bloccate ai confini o nei campi profughi, con la speranza che siano presto al sicuro e possano vivere nella legalità. Spero che questo si avveri subito”.

La storia di Hassan

Al-Kontar ha lasciato la Siria nel 2006, le cose si sono complicate nel 2016, dopo aver vissuto negli Emirati Arabi Uniti per quasi 10 anni.

Durante il suo soggiorno negli Emirati Arabi Uniti ha vissuto lavorando tranquillamente nel settore assicurativo del paese, ma poi ha perso il visto di lavoro. Durante quel periodo, dice, l’ambasciata siriana si è rifiutata di rinnovargli il passaporto.

Il visto turistico di Hassan al-Kontar è scaduto, non può tornare negli Emirati arabi (dove aveva un permesso lavorativo) per lo stesso motivo, tanto meno può cercare di fare ritorno in Siria perché ha rifiutato la leva militare decidendo di non prendere parte alla guerra civile che da 7 anni sta distruggendo il suo paese.

In Siria lo attende quindi un mandato di arresto per aver evitato di fare il servizio militare nell’esercito.

Proprio come nel celebre film di Steven Spielberg The Terminal, al-Kontar cerca di arrangiarsi nell’aeroporto che è diventato la sua casa.

“In aeroporto ho la connessione internet e quindi posso chiamare e scrivermi con la mia famiglia, ma sono solo, perché poche persone parlano inglese”.

Rispetto a Tom Hanks, protagonista del film, la routine di Hassan è molto diversa e sta vivendo un vero e proprio incubo. Ha anche cercato di raggiungere l’Ecuador e la Cambogia ma a Phnom Penh gli hanno addirittura sequestrato il passaporto.