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Francia, arrestato funzionario del Senato: “Spiava per conto della Corea del Nord”

Secondo gli inquirenti, avrebbe "raccolto e consegnato informazioni a una potenza straniera"

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Un alto funzionario del Senato francese è stato arrestato il 27 novembre: l’uomo è accusato di essere una spia della Corea del Nord, secondo quanto riferiscono fonti giudiziarie ed è stato interrogato dall’agenzia di sicurezza interna, il DGSI, in merito alle sua attività in Corea del Nord.

Secondo gli inquirenti, avrebbe “raccolto e consegnato informazioni a una potenza straniera”. Benoît Quennedey, che lavora per il dipartimento di Architettura patrimonio e giardini del Senato, si è recato spesso in visita nel paese coreano.

L’uomo ricopre anche la carica di presidente dell’Associazione degli amici franco-coreani, che si occupa di instaurare legami più stretti tra Francia e Corea del Nord. Quennedey ha scritto diversi libri e articoli sul paese coreano.

L’inchiesta sul funzionario francese è stata avviata a marzo, ma la notizia è stata diffusa dai media solo il 27 novembre, dopo che la trasmissione televisiva Quotidien TMC ha scoperto che l’ufficio di Quennedey, la sua casa a Parigi e quella dei suoi genitori vicino a Dijon erano stati perquisiti dagli agenti francesi.

La presidenza del Senato ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni in merito all’arresto di un suo funzionario, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa AFP.

Il caso del ricercatore britannico – Negli ultimi giorni il tema dello spionaggio è tornato al centro del dibattito internazionale dopo che  un ricercatore britannico è stato arrestato e poi rilasciato negli Emirati Arabi Uniti.

Jeremy Hunt era stato condannato da una corte emiratino all’ergastolo con l’accusa di lavorare per i servizi segreti britannici, ma il governo gli ha concesso la grazia il 26 novembre.

L’emiro Khalifa bin Zayed Al Nahyan ha comunque accusato il ricercatore dell’MI6 giunto nel paese arabo per raccogliere informazioni sui sistemi militari acquistati da Abu Dhabi.

Dopo la condanna all’ergastolo del loro cittadino, la premier May ha subito condannato la sentenza e il ministro degli Esteri Hunt ha minacciato ripercussioni a livello diplomatico.