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Fondi Lega, attesa la sentenza d’appello sulla truffa da 49 milioni

In primo grado l'ex segretario Bossi è stato condannato a 2 anni e 6 mesi; l'ex tesoriere Belsito a 4 anni e 10 mesi

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Umberto Bossi e Matteo Salvini. Afp photp / Tiziana Fabi

La sentenza di appello sui fondi della Lega è attesa nel pomeriggio. Nel processo sulla maxi truffa di 49 milioni di euro allo Stato sono coinvolti l’ex segretario Umbero Bossi e l’allora tesoriere Francesco Belsito.

Il sostituto procuratore generale Enrico Zucca aveva chiesto la condanna a un anno e 10 mesi per Bossi, un anno e 10 mesi per Belsito, 4 anni per i revisori Diego Sanavio e Antonio Turci, un anno e 3 mesi per Stefano Aldovisi. Contestualmente era stata chiesta anche la confista degli ormai famosi 49 milioni di euro

In primo grado Bossi è stato condannato a 2 anni e 6 mesi; Belsito a 4 anni e 10 mesi; tre ex revisori Diego Sanavio, Antonio Turci a due anni e otto mesi e Stefano Aldovisi a un anno e nove mesi.

Il 10 novembre la Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale del Riesame di Genova di andare avanti con il sequestro dei fondi del Carroccio fino a raggiungere 49 milioni di euro.

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La sesta sezione penale della Suprema Corte ha respinto quindi il ricorso presentato dal leader della Lega Matteo Salvini contro l’ordinanza del Riesame con cui, nello scorso settembre, era stato dato il via libera al sequestro preventivo.

Il verdetto non è comunque intervenuto sull’accordo di ‘rateizzazione’ che la Lega ha raggiunto con la procura di Genova: in base all’accordo raggiunto il 18 settembre, il partito si è impegnato a versare 600mila euro l’anno su un conto a disposizione della Guardia da finanza. Per raggiungere questa somma, la Lega dovrà versare 100mila euro ogni due mesi.

I soldi del Carroccio messi a disposizione della Procura saranno presi dai versamenti effettuati dagli eletti, dalle donazione degli iscritti al partito e dal finanziamento pubblico del 2 per mille.