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Casamonica, Matteo Salvini guida la ruspa per abbattere una villa sequestrata al clan

Al posto dell'edificio, in zona Tuscolana, sorgerà un parco pubblico

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Il vicepremier Matteo Salvini

Roma, via Roccabernarda 15, ore 11. Il 26 novembre 2018, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, guiderà – in persona – la ruspa per abbattere una villa abusiva confiscata al clan dei Casamonica. Il vicepremier, infatti, ha imparato a usare il mezzo facendo pratica.

L’operazione – si tratta della seconda fase del progetto di demolizione messo in piedi dalla Regione Lazio – sarà “inaugurata” dal presidente Nicola Zingaretti. L’edificio, nella zona Tuscolana della Capitale, sarà smantellato e affidato alla Regione dall’Agenzia nazionale dei beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata.

Al suo posto sorgerà un parco pubblico.

Le ultime notizie sui Casamonica

Il clan dei Casamonica è una delle famiglie criminali più influenti della Capitale e con un patrimonio da 90 milioni di euro e almeno mille “affiliati”.

Il 20 novembre 2018 sono state sequestrate e sgomberate otto ville a loro appartenenti nel quartiere Quadraro di Roma. Per le case, abusive, è stato previsto l’abbattimento.

Il 17 luglio 2018, inoltre, 31 persone sono state arrestate e altre sei ricercate nel corso di una maxi operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Roma contro i Casamonica.

I provvedimenti di arresto sono stati eseguiti sia a Roma che nelle province di Reggio Calabria e Cosenza.

Ai coinvolti vengono contestati i reati di traffico di droga, estorsione, usura, concessione illecita di finanziamenti, nonché l’aggravante di averli commessi con metodo mafioso – secondo l’articolo 416bis del codice penale – “per avere costituito e preso parte all’associazione mafiosa denominata clan Casamonica”.

Chi sono i Casamonica

Il giornalista Lirio Abbate, in un articolo uscito sul settimanale L’Espresso nel dicembre del 2012, ha indicato il clan come uno dei quattro gruppi criminali che gestisce gli affari criminali a Roma, assieme ai Fasciani, i Senese e il gruppo di Massimo Carminati, poi salito alle cronache con l’inchiesta su Mafia Capitale.

L’area di attività dei Casamonica sarebbe soprattutto il sudest della Capitale, quella zona che oltre la basilica di San Giovanni in Laterano, seguendo la via Appia Nuova e la Tuscolana, attraversa i popolosi quartieri del Tuscolano, di Don Bosco, di Cinecittà e della Romanina fino a raggiungere i Castelli Romani. La stessa zona dove, appunto, si è svolto il funerale di Vittorio Casamonica.

La famiglia Casamonica ha origini rom abruzzesi e si è trasferita a Roma negli anni Settanta. Da quel momento Vittorio Casamonica ha avuto stretti rapporti con la Banda della Magliana, all’epoca il più influente gruppo criminale di Roma, e in particolar modo con il suo cassiere, Enrico Nicoletti.

Le tradizioni della famiglia sono forti e ben radicate nelle loro origini sinti abruzzesi, e hanno contribuito al rafforzamento dei rapporti con altre famiglie della stessa origine, come i Di Silvio, i De Rosa, gli Spinelli, gli Spada e i Cena.

Secondo gli investigatori, le principali attività compiute dal clan sarebbero l’usura, le truffe e il traffico di sostanze stupefacenti.