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“Silvia Romano la nostra meglio gioventù. Ti aspettiamo”, il messaggio del calciatore Marchisio

L'ex centrocampista della Juventus ha lanciato un messaggio su Instagram e Twitter per la ragazza italiana rapita in Kenya

Immagine di copertina
Il calciatore Claudio Marchisio e il suo messaggio su Instagram per Silvia Costanza Romano.

Il calciatore Claudio Marchisio ha voluto lasciare un messaggio attraverso il suo profilo social Instagram e Twitter a Silvia Costanza Romano, la volontaria italiana rapita in Kenya il 21 novembre scorso in Kenya.

“La violenza non può abbattere un sogno, perché ci sono valori che non potranno mai essere sconfitti”, scrive Marchisio.

L’ex centrocampista della Juventus, che ora gioca nello Zenit San Pietroburgo, ha scritto: “Silvia Romano la nostra meglio gioventù. Ti aspettiamo”.

Il campione azzurro ha pubblicato il post sia Instagram che su Twitter: “Perché ci sono valori che non potranno mai essere sconfitti. L’esempio di #SilviaRomano vola alto sopra la tristezza dei pidocchi che la criticano. La nostra meglio gioventù che ci riempie di orgoglio. Ti aspettiamo presto Silvia”.

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“Silvia Romano è viva”

“Silvia Romano è viva”. A riferirlo a Repubblica è il responsabile della polizia kenyana per tutti i distretti della costa Noah Mwivanda, che si dice convinto che la ventenne milanese stia bene. L’uomo descrive la caccia ai sequestratori che nella notte tra il 20 e il 21 novembre 2018 hanno rapito la giovane volontaria.

Il responsabile della polizia parla di un commando di otto rapitori che si sarebbero poi divisi e Silvia sarebbe stata affidata a un gruppo di tre persone. La certezza arriverebbe dalle rilevazioni degli “apparati tecnologici” utilizzati per le ricerche.

Il rapimento 

Nella notte tra il 20 e il 21 novembre 2018 la giovane volontaria italiana di 23 anni Silvia Costanza Romano è stata rapita a Chakama, nel sud est del Kenya. (qui il suo profilo)

Alcuni uomini armati hanno fatto irruzione nel villaggio in cui la ragazza viveva aprendo il fuoco contro i residenti.

Cinque persone, tra cui due bambini di 10 e 12 anni, sono rimaste ferite nell’attacco terminato con il sequestro della volontaria italiana.

Secondo quanto riferito ai media internazionali da alcuni residenti, gli uomini che hanno attaccato il villaggio di Chakama erano pesantemente armati e parlavano tra di loro in somalo.

Per far luce sul rapimento, la procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona a scopo di terrorismo ed è in contatto con il governo del Kenya per ritrovare la volontaria italiana.

Gli arrestati 

Tre persone sono state arrestate il 23 novembre 2018 dalla polizia del Kenya per il rapimento di Silvia Costanza Romano, la ragazza italiana di 23 anni sequestrata a Chakama, in Kenya.

La notizia dell’arresto è stata data dal capo della polizia Joseph K. Boinnet, che scrive così su Twitter: “Ci hanno fornito informazioni molto importanti, siamo ottimisti”.

Il giorno prima, le forze dell’ordine hanno arrestato altre 14 persone. Gli uomini fermati dalle forze dell’ordine locali non sarebbero parte del gruppo che ha rapito la volontaria, ma avrebbero avuto dei contatti con i sequestratori.

A denunciare il gruppo sono stati i residenti del villaggio in cui viveva Silvia Romano: alcuni di loro sono stati anche linciati dagli abitanti perché ritenuti veri e propri complici del rapimento della giovane.

Inizialmente si sospettava che i responsabili del sequestro della ragazza italiana fossero i miliziani di al Shaab, un gruppo islamico molto attivo nella vicina Somalia e anche nello stesso Kenya.

Adesso però gli inquirenti stanno seguendo anche la pista della criminalità comune. Il capo della polizia locale ha dichiarato che dietro il rapimento potrebbe esserci “dei banditi” e non i jihadisti somali, anche se non si esclude nessuna pista.

Il presunto rapitore

Il 22 novembre polizia del Kenya ha identificato il presunto rapitore di Silvia Costanza Romano: secondo quanto riferito dal quotidiano keniota Daily Nation, che cita a sua volta fonti locali, si tratterebbe di  Said Abdi Adan.

Malik Said Gasambi, un abitante del villaggio di Chakama in cui viveva Silvia Romano, ha raccontato ai giornalisti che Adan ha preso in affitto una casa nel villaggio insieme ad altre due persone qualche giorno prima del rapimento.

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“Ho dato loro due stanze in cui hanno passato le notti a masticare Qat (pianta classificata come droga, nrd)”, ha raccontato l’uomo.

“Se ne sono andati a tutti, a sorpresa, dopo l’attacco, senza avvertire nessuno e senza fare rumore”, ha aggiunto.

Gli attacchi sui social 

Sono stati decine gli insulti sui social rivolti a Silvia Romano, la ragazza che da tempo svolgeva attività di volontariato nel continente africano.

“Non dico che se la è cercata, ma sapeva e doveva sapere che i rischi ci sarebbero stati. Nella vita ogni scelta ha una conseguenza e bisogna capirlo in tempo, se si è in grado”, si legge in un commento.

“Quanto ci costerà farla tornare a casa sua per sempre ma con obbligo di dimora e firma?”, scrive l’ennesimo utente mentre altri commentano: “Lasciatela lì, se è lì che è voluta andare”.

Nonostante le critiche negative di molti utenti, che hanno anche chiesto che non ci sia alcun intervento della Farnesina per salvare la ragazza, non sono mancate parole di solidarietà.

“Oramai tra i nostri cittadini è prevalso il senso di odio per ogni senso di carità cristiana. Questa ragazza è da ammirare perché mette al servizio di chi soffre la propria gioventù spero che venga rilasciata subito senza conseguenze”.