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Chi è Elena Fanchini, la sciatrice che aveva sconfitto il tumore

La campionessa italiana dice addio allo sci dopo il grave infortunio in allenamento. Aveva saltato i Giochi olimpici per curarsi dal cancro

Elena Fanchini si ritira. La notizia ha gettato un velo di tristezza sul mondo dello sci italiano. Impossibile continuare, per l’atleta di Lovere (Bergamo), nata sulle rive del Lago d’Iseo e cresciuta sportivamente nella vicine montagne della Valle Camonica. Troppo grave l’infortunio subito il 20 novembre 2018 negli Stati Uniti durante gli allenamenti per il Super G di Copper Mountain (Colorado).

Elena Fanchini a 33 anni si arrende, fiaccata dalla rottura del perone proprio al rientro con la nazionale italiana. A tenere lontano Elena dalle piste da sci è stato un tumore che, però, con grande forza aveva sconfitto. E il suo rientro era stato salutato con un affetto che neanche lei si aspettava.

Ora il grave infortunio. E la decisione di dire basta affidando il suo messaggio di addio allo sci al suo canale Instagram: le lacrime agli occhi, le difficoltà da affrontare per tornare a sciare, il crollo psicologico. È stanca e provata. Dopo aver saltato i Giochi Olimpici invernali di Pyeonhang per curarsi dal cancro puntava tutto sul rientro negli Stati Uniti. Qui, invece, la doccia fredda e il gravissimo infortunio. Dal rientro al ritiro nel giro di pochi giorni.

Nel suo palmares spiccano una medaglia d’argento ai Mondiali e due vittorie in Coppa del Mondo, sempre in discesa libera, la sua specialità. Il 2 dicembre 2005 la prima vittoria nella gara di Coppa del Mondo nella discesa libera di Lake Louise, in Canada.

Quello subito da Elena Fanchini negli Stati Uniti lo scorso 20 novembre non è stato il primo grave infortunio della sua carriera: durante un allenamento in Austria nell’ottobre 2008 si era procurata la rottura dei legamenti del ginocchio sinistro, saltando l’intera stagione. Dieci anni dopo, una nuovo infortunio, stavolta al perone, ancora del ginocchio sinistro. E la decisione di ritirarsi da tutte le competizioni.

Troppo duro, dopo le tante avversità, tornare sui lettini del fisioterapista, ricominciare con le sofferenze del decorso post-operatorio, riprendere prima confidenza e poi stabilità con quel maledetto ginocchio sinistro.