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Migranti, gli scout ai municipi di Roma: “Tragedia umanitaria dopo l’ennesimo sgombero a Tiburtina, intervenite subito”

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Mentre in città arriva l’inverno e le temperature si abbassano, c’è chi non ha un tetto sulla testa. Nè una tenda dove dormire. È il caso dei migranti transitanti, che fino a pochi giorni fa avevano trovato accoglienza nel campo informale di Baobab, nei pressi della stazione Tiburtina, poi sgomberato il 13 novembre 2018 (qui il reportage di TPI).

Una situazione che all’interno del quartiere Tiburtino, che fa parte del quarto Municipio di Roma, non è passata inosservata.

Gli scout AGESCI Responsabili della Zona Roma Nord Est, nel cui territorio insiste la stazione Tiburtina, teatro di numerosi eventi saliti alle cronache degli ultimi giorni, hanno inviato al Direttore del Dipartimento Politiche Sociali del Comune di Roma e ai presidenti del II, del III e del IV Municipio una lettera per porre un accorato appello riguardo al problema sociale e umanitario dei migranti.

In particolare, si sono riferiti all’emergenza delle centinaia di persone senza fissa dimora che non hanno un punto di riferimento per usufruire dei servizi di solidarietà minimi, come un pasto caldo o un supporto sanitario.

Questa emergenza sta diventando sempre più urgente con l’arrivo delle temperature invernali. Più volte, in questi anni, i gruppi scout, le unità di servizio e i capi educatori hanno sostenuto in diversi modi l’azione di solidarietà, dalla raccolta di beni di prima necessità al servizio in prima persona, mediante il volontariato a supporto delle strutture di soccorso in rete con le altre realtà impegnate a fronteggiare l’emergenza.

“Come associazione di cattolici impegnati sul territorio esprimiamo la vicinanza alle categorie deboli”, dichiarano Tullia Spinedi e Maurizio Gazzetta, responsabili di Zona: “Di fronte a un problema umanitario come quello che si sta delineando ci sentiamo responsabili di contribuire a trovare nuove soluzioni che mettano al centro l’uomo e la sua dignità. Ci sentiamo parte in causa”, continuano, “perché il fenomeno sta accadendo sul territorio di cui siamo responsabili e come buoni cristiani e onesti cittadini siamo chiamati ad azioni concrete di cittadinanza attiva.

La lettera non deve essere interpretata assolutamente come uno strappo verso nessuno: per nostra vocazione siamo chiamati a costruire ponti e non muri, e in questa occasione ci sentiamo di poter essere artefici di un ponte verso le istituzioni, le altre associazioni e le persone coinvolte da questa vicenda. Chiediamo alle istituzioni di poter riflettere insieme su un progetto a lungo termine che assicuri dignità e legalità a tutti i soggetti coinvolti.

La nostra è una fattiva proposta di collaborazione, nella certezza che ciascuno possa fare la propria parte. Restiamo un’agenzia educativa”, concludono Spinedi e Gazzetta, “e in virtù della nostra testimonianza personale siamo chiamati a metterci in gioco col nostro servizio verso il prossimo”.

Nella lettera inviata, dopo un richiamo ai pilastri fondanti dello scoutismo, si chiede ai livelli amministrativi di Roma Capitale un’attivazione concreta che sfoci nell’individuazione di luoghi dove i migranti, che finora stazionavano attorno alla stazione Tiburtina in attesa di documenti per muoversi verso nuove destinazioni, possano essere accolti.

“Vorremmo fare di più di quanto già proviamo a fare e in qualità di volontari che si occupano ogni giorno della formazione delle nuove generazioni, mettiamo a disposizione le nostre competenze e chiediamo attenzione su un tema che risveglia il nostro senso civico”.

Il testo della lettera:

Signor Direttore, Signori Presidenti, permetteteci di presentarci, per chi non ci conosce

L’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani è un’associazione che ha come scopo primario quello di contribuire, secondo il principio dell’autoeducazione, alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici al fine di sviluppare in loro quel senso morale, etico e religioso che li spinga a essere dei buoni cristiani e degli onesti cittadini.

Come è espresso nel nostro Patto Associativo, documento che tutti gli adulti educatori abbracciano al momento della loro adesione all’Associazione, i Capi, donne e uomini impegnati volontariamente e gratuitamente nel servizio educativo, offrono alle ragazze e ai ragazzi i mezzi e le occasioni per una maturazione personale e testimoniano le scelte fatte liberamente e vissute con coerenza. La coerenza viene intesa rispetto a tre scelte che ci caratterizzano:

● La scelta scout, svolgendo un servizio secondo un metodo e dei valori educativi riconducibili agli scritti del fondatore Robert Baden-Powell

● La scelta cristiana, accogliendo il messaggio di salvezza di Cristo e quindi con l’annuncio e la testimonianza dei valori della nostra Fede

● La scelta politica, che si traduce in un’azione che è impegno irrinunciabile che ci qualifica in quanto cittadini, inseriti in un contesto sociale che richiede una partecipazione attiva e responsabile alla gestione del bene comune

Come Responsabili della Zona Roma Nord-Est, denominata “Auriga”, che inizia con il quartiere di San Lorenzo e abbraccia un ampio territorio fino a Setteville e La Cinquina, siamo a scriverVi oggi per tener fede al nostro impegno di coerenza nei confronti delle tre scelte sopra citate: nel territorio di nostra competenza sono stati allestiti, in questi ultimi anni, diversi centri più o meno improvvisati dedicati all’accoglienza, alle prime cure mediche e all’assistenza personale di centinaia di immigrati in transito o in attesa di documenti.

Vi hanno prestato servizio numerosi volontari appartenenti ad associazioni, movimenti, organizzazioni religiose, centri sociali e privati cittadini di buona volontà al solo scopo di rendere dignitoso questo passaggio. Il centro nevralgico, a nostro parere, resta la stazione Tiburtina, punto di snodo di tante storie. Molti luoghi di accoglienza sono stati costretti a spostarsi nel tempo, a causa di disposizioni come migrazioni o sgomberi.

Campagna regione lazio

L’ultimo, in ordine di tempo, ha visto le ruspe agire sul campo posto poco distante dalla Stazione Tiburtina, peraltro in un luogo che non costituiva intralcio alcuno alla circolazione o alla popolazione locale, essendo separato dalla zona residenziale e su un terreno abbandonato dalla manutenzione comunale.

La situazione che si è delineata sfiora la tragedia umanitaria, specialmente con l’arrivo delle temperature invernali.

I volontari hanno fatto il possibile per ricollocare gli sfollati lasciando comunque un buon numero di persone a dormire all’addiaccio nei pressi della stazione Tiburtina.

L’ennesimo sgombero di queste ultime ore ha disperso gli ultimi 50 individui che erano rimasti senza punti di riferimento. Ci sentiamo di testimoniare come questa dispersione, oltre a generare panico, rende difficoltosa la stessa azione dei volontari che si prodigano sul territorio nella distribuzione di abiti o viveri.

Questa situazione, ci spiace dirlo, suggerisce una non volontà da parte delle istituzioni di trovare soluzioni volte a gestire e superare i problemi e che rispettino, al tempo stesso, la dignità umana.

Più volte, in questi anni, i Gruppi Scout della nostra Zona e delle Zone limitrofe si sono messi al Servizio per reperire generi di prima necessità, coperte, vestiario, medicinali, teloni impermeabili e quant’altro ci venisse richiesto per rendere meno onerose ai volontari le operazioni di accoglienza.

Ci siamo messi al Servizio dove serviva. C’è un punto, però, oltre il quale il volontariato non può andare ed è qui che entrate in gioco Voi, che rappresentate coloro a cui noi, cittadini, ci rivolgiamo per restituire decoro e dignità a una situazione sfuggita di mano:

Vi chiediamo di intervenire definendo una chiara politica di gestione dei migranti, permettendo a tutti i volontari impegnati di avere un luogo dove concentrare il proprio servizio e gli sforzi di assistenza (cure mediche, distribuzione dei pasti, accoglienza temporanea…).

In virtù di quella cittadinanza che ci spinge a chiedere giustizia e di quella fede che ci spinge a considerare fratelli gli altri esseri umani, Vi chiediamo di intervenire affinché una situazione da sempre ai margini della società, per paura, per disinteresse o per ignoranza, possa ricevere l’attenzione che merita, mettendo al centro l’uomo. Chi meglio delle giunte municipali è a conoscenza degli spazi in disuso o in abbandono presenti sul nostro territorio da utilizzare per un tale fine?

Ve lo chiediamo non solo per l’umana pietà o per la testimonianza cristiana, ma anche per poter tornare a credere nel grande cuore che ci rende fieri di essere italiani.

È inutile dire che anche noi continueremo a fare la nostra parte, offrendo il nostro servizio, le nostre mani e il nostro cuore e, qualora lo riteneste opportuno ritenendoci d’aiuto e non d’intralcio, mettendoci in gioco in un servizio di coordinamento e raccordo sul territorio.

Vi ringraziamo fin da ora. Fraternamente,

Tullia Spinedi e Maurizio Gazzetta, responsabili Zona Nord Est Agesci