Me

C’è il suo nome inciso sui banchi della Camera, ma l’ex deputato si difende: “Non sono stato io”

Giuseppe Romele, per 17 anni parlamentare per Forza Italia, si è giustificato dicendo che potrebbe essere stato qualche ex collega che ha nostalgia di lui

Immagine di copertina
L'incisione sul banco della Camera dei deputati, nella foto pubblicata dal Giornale di Brescia

“Non sono stato io”. È la difesa di Giuseppe Romele, deputato di Forza Italia che per 17 anni si è seduto tra i banchi della Camera. E dove ora chi ne ha preso il posto ha trovato il suo nome inciso nel legno, scolpito per durare per sempre.

“Non l’ho fatta io, ripete l’ex deputato al Giornale di Brescia, che nel frattempo ha lasciato Forza Italia e si è iscritto a Fratelli d’Italia. “Non ho scarabocchiato il banco, e poi si vede che non è la mia calligrafia (sic)“.

A sollevare le polemiche, la foto scattata dal neoeletto deputato corsista Elio Vito e pubblicata dal quotidiano bresciano. Vito siede proprio sullo scranno occupato prima dall’amico Romele e aveva sollevato la questione il 20 novembre 2018 in occasione del centenario dalla prima seduta della Camera dei deputati.

Ma l’ex parlamentare bresciano respinge ogni accusa. “In quattro legislature sono stato seduto in almeno 7-8 banchi e non so quale spazio sia quello. Poi – aggiunge – chissà perchè questa scritta salta fuori dopo otto mesi che non sono più deputato. Mi hanno fatto uno scherzo“.

E a chi gli contesta il danno e vorrebbe che fosse lui a ripagare, ribatte: “Spero che a nessuno venga in mente di chiedere a me di ripagare un banco. Non ho fatto nulla, se sostengono che ho firmato il banco si faccia una prova calligrafica”.

“Ma poi basta un po’ di cartavetro e la scritta viene via. Magari lo può fare anche il presidente Fico…”, ha aggiunto con una battuta.

Ma se non è stato lui, chi è stato? Romele si è fatto un’idea: “Secondo me – dice – è qualcuno che mi rimpiange, che ha un po’ di nostalgia e che mi ha voluto ricordare così”.