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Milano, arrestato ragazzo considerato membro dell’Isis

Il cittadino egiziano è stato arrestato con l'accusa di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia del terrorismo

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Credit: Getty Images

Il 21 novembre 2018 la polizia di Stato ha arrestato a Milano ha arrestato un cittadino egiziano di 22 anni ritenuto un membro dello Stato islamico.

L’accusa nei suoi confronti è di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia del terrorismo.

Il ragazzo, nel corso d conversazioni con altri indagati, aveva ammesso di essere un “lupo solitario”, dichiarandosi pronto e disponibile a “combattere” e a “fare la guerra”, facendo anche intendere di aver ricevuto un addestramento militare.

L’arresto del giovane è avvenuto tramite un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale dell’Aquila

La stessa procura distrettuale dell’Aquila ha diretto le indagini con la collaborazione del Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo e delle Digos di l’Aquila, Teramo, Piacenza e Milano. Hanno preso parte all’operazione anche i compartimenti della Polizia postale e delle comunicazioni di Abruzzo e Emilia Romagna.

L’attività di indagine è stata coordinata dal Servizio per il contrasto al terrorismo esterno della Direzione centrale della Polizia di prevenzione – Ucigos e dal Servizio Polizia postale e delle comunicazioni.

A seguito dell’arresto del ragazzo egiziano di 22 anni le forze dell’ordine hanno perquisito altre case di persone sospettate di terrorismo in Abruzzo, Lombardia, Emilia e Piemonte.

Nel corso della giornata è prevista una conferenza stampa presso a Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo di Roma per rilasciare ulteriori dettagli circa l’operazione “Lupi del deserto.

Terrorismo in Italia – Il 15 novembre 2018 il gup Alessandra Boffi ha condannato a quattro anni di reclusione il palestinese Napulsi Abdel Salem per il reato di autoaddestramento via web e attività con finalità di terrorismo internazionale.

L’uomo, che si trovava già nel carcere di Rebibbia a Roma per detenzione di stupefacenti, è stato condannato per aver scaricato dal suo tablet video e materiale di propaganda dell’Isis e per essersi informato su come acquistare e utilizzare armi da fuoco “per arrecare grave danno al paese” come fucili e lanciarazzi.

Il palestinese Napulsi, secondo quanto spiegato dal pm Sergio Colaiocco, si era anche informato sulle modalità di acquisto e sull’uso di pick-up e mezzi pesanti.