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Yassine, il baby “sindaco” di Bagheria venuto dalla Guinea: “Sogno di costruire una scuola nel mio Paese”

Viene dalla Guinea ed è arrivato in Italia solo due anni fa, completamente solo, su uno dei tanti barconi che ogni anno intraprendono il pericoloso viaggio per attraversare il Mediterraneo. Oggi rappresenta i 580 alunni della scuola media Carducci

Immagine di copertina

I bambini della scuola media Carducci di Bagheria, comune siciliano, hanno eletto come sindaco Yassine Diallo.

Yassine ha 15 anni, frequenta la terza media. Viene dalla Guinea ed è arrivato in Italia solo due anni fa, completamente solo, su uno dei tanti barconi che ogni anno intraprendono il pericoloso viaggio per attraversare il Mediterraneo, alla ricerca di una vita migliore in Europa.

“Mi sono messo in gioco e ci sono riuscito”, racconta Yassine a TPI. Il suo programma è stato il più votato tra otto candidati.

Sbarcato a Palermo il 29 maggio del 2016, oggi vive con una famiglia affidataria di Bagheria.

“I miei genitori, mia sorella e mio fratello, sono tutti in Guinea. Mio fratello aiutava mio padre a lavorare, così si è deciso di far partire me. Nel mio paese spesso ci sono guerre e non si può andare a scuola, la situazione è pericolosa”.

Yassine racconta del suo viaggio: “sono passato dal Mali, dal Burkina Faso, dal Niger e attraverso il deserto sono arrivato in Libia. È stato un viaggio lungo, che ricordo perfettamente”, spiega Yassine nel suo italiano senza lacune, che ha imparato velocemente a scuola.

“Siamo partiti la notte e la mattina abbiamo incontrato la nave che ci ha salvato. Ricordo che io ero seduto nel mezzo del barcone, non vedevo nemmeno l’acqua ed era tutto buio. La mattina ci raccolse la nave e finalmente potei vedere il mare: avevo molta paura ed ero solo”.

“Nel deserto ho provato terrore, e anche sul barcone, è stata una cosa troppo brutta”, confessa Yassine.

Per un anno questo giovane “sindaco” rappresenterà gli studenti con i suoi baby assessori.

“Avrò il compito di realizzare quello che c’è nel mio programma. Siamo 580 a scuola, nel mio programma ho presentato la manutenzione e l’educazione civica”.

“Sono sbarcato a Palermo e sono stato affidato prima a una casa famiglia e ora a una famiglia di Bagheria”.

“Due volte alla settimana riesco a sentire i miei genitori tramite whatsApp. Spero che altre persone possano integrarsi, come me”.

Il mio sogno è costruire in Guinea una scuola simile a quella dove sono adesso, per dare la possibilità ai bambini di studiare tutti i giorni”.

Yassine è uno dei minori stranieri che arrivano in Italia con mezzi di fortuna.

Sono più di 18mila i minori stranieri non accompagnati ospitati nel sistema di accoglienza dell’Italia e oltre 1.200 hanno meno di 14 anni.

Il 40 per cento di loro oggi è accolto dalla sola Sicilia. Si tratta di bambini e ragazzi vulnerabili che giungono nel nostro Paese dopo viaggi spesso drammatici. Quasi 16mila quelli che sono arrivati solo nel 2017. Una presenza costante e significativa sul totale degli arrivi dei migranti via mare. Erano il 13 per cento nel 2016 e nel 2017, oggi sono al 15 per cento (2.171 bambini e adolescenti su 14.330 persone sbarcate fino all’11 giugno 2018).

La garante per i diritti dell’infanzia Filomena Albano in un’audizione alla commissione affari costituzionali della camera, il 19 novembre, ha presentato le sue preoccupazioni sulle conseguenze del decreto sicurezza sui minori stranieri e ha formulato delle richieste di modifica della norma, approvata dal senato il 7 novembre, che dovrebbe arrivare in aula alla camera il 23 novembre.

La legge 47/2017, la cosiddetta legge Zampa, prevede l’accompagnamento dei neomaggiorenni fino al ventunesimo anno d’età.

“Il decreto può provocare un effetto dirompente, perché il 59 per cento dei minori stranieri non accompagnati presenti attualmente nel sistema di accoglienza ha 17 anni e compirà la maggiore età nel corso del prossimo anno”, spiega Albano in un’intervista di Annalisa Camilli a Internazionale.

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