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Con Quota 100 oltre 500mila lavoratori in pensione nel 2019. Ecco perché sarà difficile sostituirli con i giovani

Secondo l’Ufficio parlamentare di Bilancio nel 2019 620.592 italiani potranno accedere alla pensione, con forti ripercussioni sul mondo del lavoro

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Negli ultimi 10 anni ci sono stati 2 milioni di lavoratori, con un’età media di 60 anni, che hanno lasciato il mondo del lavoro per andare in pensione.

Secondo questi dati, in media circa 200mila lavoratori sono usciti dal mercato del lavoro ogni anno, prendendo in considerazione anche i pensionamenti anticipati.

Grazie alla quota 100 del governo Lega-Movimento 5 Stelle, nel 2019 andranno teoricamente in pensione 620.592 italiani, contro i 224.329 del 2017, secondo quanto previsto dal’Ufficio parlamentare di Bilancio.

Nello specifico, l’Authority ha calcolato che, nel solo 2019, 437.132 persone potranno richiedere il pensionamento attraverso la quota 100: 212mila circa con una prospettiva di assegno a calcolo misto e 224mila a calcolo totalmente retributivo.

quota 100 pensioni 2019

Fonte: Sole24Ore

L’Ufficio parlamentare di Bilancio ha però specificato che non tutti coloro che possono ricorrere alla quota 100 accetteranno di andare in pensione, ma saranno comunque in molti ad aderire.

“L’impatto sulla spesa sarà importante e peggiorerà il record storico che abbiamo toccato l’anno scorso, quando su 269,7 miliardi di spesa per pensioni, alle anzianità sono andati 136,6 miliardi, il 51 per cento”, è stata la spiegazione di Stefano Patriarca, esperto di previdenza ed ex consigliere economico a palazzo Chigi che avverte sui rischi che il governo si troverà ad affrontare in termini di spesa.

Gli effetti – L’aumento dei pensionamenti priverà il mercato di lavoratori specializzati e difficilmente sostituibili: le zone più colpite saranno quelle delle province di Biella, Asti, Novara, Ravenna, Ferrara, Mantova, Rovigo, mentre al Centro il maggior numero di pensionamenti per anzianità dovrebbero registrarsi ad Arezzo e Siena.

L’obiettivo del governo ovviamente è di sostituire i pensionati con i giovani, ma come ricorda il presidente dell’Inps: “Non esistono evidenze empiriche di una sostituzione uno a uno”.

Le critiche – Tito Boeri ha di recente criticato il governo Lega-M5S in merito alla riforma delle pensioni, affermando: “Si ribadisce di continuo che le misure promesse partiranno l’anno prossimo. Il governo ci ha chiesto delle simulazioni e ne abbiamo fatte tantissime. Tutte implicano per forza che ci sia un forte incremento della spesa nei primi anni”.

“All’inizio c’è un grande gruppo di persone che entra a carico del sistema pensionistico e ogni anno se ne aggiungono altre che maturano i requisiti, dunque la spesa non può che aumentare”.

La critica del presidente dell’Inps si riferisce ai fondi stanziati dal governo per le pensioni, che si aggirano intorno ai 6,7 miliardi per  il 2019 e la cifra, nelle previsioni del governo, dovrebbe restare invariata anche negli anni successivi.

Per Boeri, però, è necessario un aumento dei fondi negli anni successivi al 2019, per poter far fronte alle spese che deriveranno da un ulteriore aumento dei pensionamenti.