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“Non gli aveva stretto la mano”, ecco perché El Chapo uccise il fratello del boss amico

Un altro sanguinoso episodio che vede protagonista il più famoso boss messicano

Immagine di copertina

Il suo nome di battesimo è Joaquin Guzman Loera, ma in tutto il mondo è noto come “El Chapo”.

Ma al di là del nome, El Chapo è un famoso criminale sanguinario, ex capo assoluto del cartello messicano di Sinaloa, arrestato dopo mesi di ricerche – a seguito della sua fuga da un carcere di massima sicurezza – nel gennaio del 2016.

Enrique Pena Nieto, presidente del Messico, annunciò con grande soddisfazione la sua cattura, mentre ad oggi si svolge a New York il suo processo.

Ed emerge proprio da una delle prime testimonianze di tale processo un nuovo sanguinoso episodio che vede El Chapo protagonista ed esecutore dell’inquietante misfatto: sembra che il criminale abbia fatto uccidere il fratello di un boss suo alleato semplicemente perché aveva rifiutato di stringergli la mano.

Naturalmente tale episodio ha portato all’inasprirsi dei rapporti con il clan prima alleato; in effetti “inasprirsi” è solo un eufemismo, poiché ne nacque una vera e propria faida che portò anche alla morte di un fratello minore di El Chapo.

El Chapo | La testimonianza del suo ex sicario

L’episodio, nel corso del processo, è stato descritto e narrato con tutti i dettagli; risale al 2004, quando appunto il boss di Sinaloa incontrava Rodolfo Carrillo Fuentes, fratello di Vicente Carrillo Fuentes, il quale era a capo del cartello di Juarez.

Al termine del loro faccia a faccia Rodolfo se ne andò senza stringere la mano del Chapo, che rimase con il braccio teso e il volto estremamente contrariato; quest’ultimo dettaglio lo ha reso noto un ex sicario del suo cartello oggi pentito, Jesus “El Rey” Zambada, il quale ha confermato che il boss non volle passarci sopra, promettendo quel giorno stesso che avrebbe ucciso Rodolfo. E così fu.

Ulteriori dettagli su alcune delle malefatte e della vita – da latitante – del boss sono state fornite sempre da El Rey: dall’ordine di pagare 250 mila dollari a un ufficiale dell’esercito messicano per evitare la cattura del suo boss fino alla descrizione della pistola preferita del Chapo, una calibro 38 con il manico intarsiato di diamanti e l’incisione delle sue iniziali.