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Il Governo ha cancellato, a sorpresa, il condono fiscale

In un vertice notturno a Palazzo Chigi si è deciso di eliminare dal decreto collegato alla manovra la dichiarazione integrativa: si potrà regolarizzare solo il dichiarato

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Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini. Credit: Afp/ Michele Spatari/ NurPhoto

Condono fiscale | Ultimissime | Cosa cambia

Il Governo ha modificato le norme contenute nel decreto fiscale collegato alla manovra e fa saltare il condono fiscale. L’accordo è stato raggiunto in un vertice a Palazzo Chigi nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 novembre 2018.

Al tavolo erano seduti il premier Giuseppe Conte, i due vice premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i ministri Alfonso Bonafede, Giovanni Tria e Riccardo Fraccaro, e i sottosegretari al Mef, Massimo Bitonci, Massimo Garavaglia e Laura Castelli.

In base all’intesa raggiunta, la dichiarazione integrativa è cancellata dalle cosiddette misure sulla pace fiscale, care alla Lega: sarà quindi possibile regolarizzare solo il dichiarato.

In materia di lotta all’evasione, vengono sbloccate le banche dati, alle quali la Guardia di Finanza potrà accedere direttamente senza dover più chiedere autorizzazioni ai pubblici ministeri. Ma non sarà introdotto il carcere per gli evasori, diversamente da quanto chiesto in origine dal Movimento Cinque Stelle.

Sempre in merito alle misure della pace fiscale, resta confermata la possibilità di ‘spalmare’ in cinque anni il dovuto e di uscire da ogni grado di giudizio del processo tributario pagando una piccola percentuale commisurata alla vittoria nei vari gradi di giudizio.

Tra le modifiche concordate, c’è la possibilità di correggere gli errori formali nelle dichiarazioni dei redditi con 200 euro per ogni anno ed è previsto un incremento di 3 milioni di euro del Fondo nazionale per le politiche migratorie per la lotta al caporalato: lo stanziamento, a decorrere dal 2019, servirà anche a far funzionare un tavolo apposito al ministero del Lavoro.

Il Governo ha poi deciso di reintrodurre il bonus bebè, di detassare le sigarette elettroniche e di prevedere una tassazione all’1,5 per cento per i money transfer.

È previsto inoltre un emendamento al decreto fiscale per evitare la tassa sui metri quadrati di ombra degli ombrelloni presenti negli stabilimenti balneari e saranno sbloccate le procedure per consentire alle Regioni di recuperare le spese versate alle case farmaceutiche che eccedono il budget stabilito.