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Usa, lo stato dell’Ohio vuole introdurre la pena di morte per chi ricorre all’aborto

La legge punisce con il carcere a vita e la pena di morte anche il medico che esegue l'aborto

Immagine di copertina
Manifestazione pro e contro l'aborto in Ohio

I politici repubblicani dello stato americano dell’Ohio vogliono approvare una legge che condanna al carcere a vita e persino alla pena di morte chi ricorre e pratica un aborto.

La proposta di legge come prima cosa estende la definizione di persona anche a chi non è ancora nato, modificando il codice penale dell’Ohio.

Se la legge dovesse essere approvata, significherebbe che anche il feto, dal concepimento fino alla nascita, sarebbe considerato una persona, permettendo quindi di perseguire penalmente coloro che eseguono e ricorrono ad un aborto.

La proposta rende illegale anche l’interruzione di gravidanza nel caso di stupro, incesto o quando la vita della madre è a rischio.

Il disegno di legge non solo criminalizza l’aborto, ma lo presenta come una procedura che “causa la morte di un uomo non nato, con qualsiasi metodo, inclusa, ma non limitato a, metodi chimici, medici e chirurgici”.

Sebbene il documento non faccia riferimento agli aborti spontanei, non è chiaro in che modo un’interruzione involontaria possa essere provata da una donna o da un medico accusati di aborto.

Leggi contro l’aborto – La proposta contro l’interruzione volontaria di gravidanza è solo l’ultimo disegno di legge presentato in Ohio che cerca di limitare il diritto all’aborto.

Il 15 novembre 2018 la Camera dei rappresentanti dell’Ohio infatti ha approvato una legge che stabilisce che non è possibile eseguire un aborto nel momento in cui viene rilevato un battito cardiaco fetale.

I medici che eseguono un aborto su un feto di cui è stato rilevato il battito cardiaco possono essere puniti con un anno di prigione e una multa di 2.500 dollari, secondo il New York Times.

La legge al momento è al vaglio del Senato dello stato dell’Ohio.

Il governatore John Kasich ha minacciato di porre il veto al controverso disegno di legge, secondo il quotidiano locale The Columbus Dispatch.

Per poter superare l’eventuale veto del governatore, i repubblicani hanno bisogno della maggioranza dei 3/5 alla Camera e al Senato.