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Perché in Italia la benzina costa così tanto

L’Italia è il secondo paese europeo dove la benzina costa di più, e il sesto al mondo.

Il prezzo medio del carburante nel nostro paese negli ultimi 3 mesi, da agosto a novembre 2018, è stato di 1,65 euro, con un picco di 1,67 euro registrato il 22 ottobre.

L’Italia è uno dei paesi con il prezzo dei carburanti più alto al mondo: dopo Israele, Grecia, Paesi Bassi e Islanda, l’Italia si trova al quinto posto in classifica come mostra questo grafico di Global Petrol Prices

Tra i paesi europei l’Italia è messa ancora peggio, con il secondo prezzo più alto in assoluto, dopo la Norvegia. Nella stessa classifica, La Francia è all’11esimo posto:

Ma perché in Italia il carburante costa così tanto?

Il motivo principale sono le tasse, che incidono per il 64 per cento del prezzo totale, contro il 36 per cento rappresentato dal prezzo industriale. A dirlo sono gli ultimi dati del Ministero per lo sviluppo economico di maggio 2018.

Il prezzo può essere rincarato da parte dell’operatore, fino a un massimo del 7 per cento, il cosidetto prezzo alla pompa.

Per rendersi conto quanto pesino le tasse sul carburante in Italia basta fare un confronto con il resto del mondo: negli Stati Uniti le tasse incidono per il 18 per cento. Un litro di benzina può arrivare a costare 3 volte in meno che in Italia.

Il governo giallo-verde ha inserito nel suo contratto di governo l’eliminazione delle accise sulla benzina, ma al momento nulla è stato fatto in questa direzione. In Italia l’accisa sulla benzina è un’imposta fissa da 0,728 euro al litro sulla benzina e da 0,61740 sul gasolio. Per ridurre le accise servirebbero almeno 6 miliardi di euro.

Sul totale delle tasse grava anche un’accisa risalente addirittura al 1935, introdotta da Benito Mussolini per finanziare la guerra in Etiopia.

Che cosa sono le accise

Per accisa si intende una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. In molti paesi del mondo il prezzo dei carburanti è gravato da accisa, in particolare nei paesi non produttori.

Negli anni le accise sono state introdotte per motivi diversi: emergenze di cassa dello Stato, volontà di limitare le importazioni e la dipendenza da fonti energetiche esterne al paese e la necessità di compensare i danni all’ambiente.

Il valore dell’accisa sul carburante è diverso a seconda dell’uso che se ne va: in generale maggiore per il trasporto, minore per il riscaldamento.