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Funerale annullato: l’80enne data per morta dai medici è ancora viva

Alla famiglia era stato suggerito di firmare per l'espianto degli organi

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Tutto era stato preparato in vista del suo funerale che si sarebbe celebrato qualche ora dopo. E invece la donna, data per morta, è ancora viva. A Uri, in un piccolo paese in provincia di Sassari, dopo aver ascoltato il parere medico i familiari di una signora di 80 anni si erano messi d’accordo col parroco della diocesi per la messa funebre. Ma è stato un falso allarme: la donna, seppur in gravi condizioni, vive. Il funerale, quindi, è stato annullato.

La vicenda del funerale annullato

L’anziana, il 12 novembre 2018, è stata trovata a terra nel bagno di casa. Colpita da un inctus, l’80enne era in stato di semi-incoscienza. È stata trasportata così all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari a bordo di un’ambulanza dell’associazione di volontariato. Ricoverata d’urgenza – ora è nel reparto di Rianimazione – qualche ora dopo i parenti sono tornati in ospedale per accertarsi delle sue condizioni.

“È morta cerebralmente, ormai non c’è più nulla da fare – avrebbe detto un medico alla famiglia – Se volete, potete firmare l’autorizzazione all’espianto degli organi”. A quel punto i parenti hanno acconsentito all’asportazione delle cornee. Una volta a casa, hanno acquistato la bara e avviato la pratica per l’assegnazione del loculo.

Il 15 novembre, però, i familiari sono tornati in ospedale e hanno scoperto la verità: la signora, anche se lotta, non è ancora morta. La prognosi è riservata.

Le spiegazioni dei medici

“Uno spiacevole equivoco nella comunicazione tra medico e familiari sulle condizioni cliniche della paziente ricoverata al Santissima Annunziata di Sassari”: questa la spiegazione dell’ospedale in merito all’episodio. È stata avviata, comunque, una verifica interna. “Ci scusiamo con la famiglia della signora che ora si trova ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione”, ha dichiarato il direttore sanitario dell’Aou di Sassari, Nicolò Orrù. Il quale ha aggiunto che “nessuna richiesta di donazione è mai stata fatta alla famiglia”, ma si è trattato piuttosto di un “fraintendimento”. “Come prevede la procedura, la richiesta di disponibilità alla donazione può essere fatta soltanto in presenza di una diagnosi di morte cerebrale. Che non si è mai verificata”.