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Incendi in California, sale il bilancio delle vittime: 63 morti

Le fiamme hanno bruciato 130mila acri. Secondo le autorità, si tratta del più grande e devastante incendio della storia della California. Il bilancio delle vittime è salito a 59

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Credit: Josh Edelson / AFP

Sale ad almeno 63 il bilancio dei morti causato dagli incendi che hanno devastato la California. I dispersi sono 600. Secondo le autorità locali, si tratta del più devastante e mortale incendio della storia dello stato affacciato sull’oceano Pacifico. (Qui le foto dell’incendio)

I resti di sei persone sono stati trovati mercoledì 14 novembre nella zona di Paradise, nella California settentrionale. Due vittime sono state rinvenuta nei pressi di Malibù. Lo sceriffo della Contea di Butty, Kory L. Honea, ha richiesto 100 uomini della Guardia Nazionale che aiutino nei soccorsi e nelle ricerche. L’incendio finora ha bruciato 130mila acri ed è stato contenuto al 35 per cento.

Tredici corpi sono stati recuperato lunedì 12 novembre e le autorità stanno proseguendo le ricerche delle oltre 200 persone disperse tra le macerie delle case e delle auto bruciate.

Il presidente Donald Trump ha proclamato lo stato di calamità naturale solo lunedì 12 sbloccando gli aiuti federali, necessari per i centri di accoglienza e per la ricostruzione, che erano stati reclamati da democratici e ambientalisti.

Due dollari al giorno per spegnere l’incendio – I detenuti del Dipartimento di Correzione e Riabilitazione della California lavorano insieme ai vigili del fuoco per spegnere l’incendio. Ma, è questa la denuncia di Newsweek, mentre gli ultimi prendono uno stipendio medio annuo di 74mila dollari, i primi guadagnano solo due dollari al giorno con l’aggiunta di un dollaro se domano fiamme vive.

I detenuti – che non sono stati arrestati per reati legati a incendi dolosi, crimini sessuali o rapimenti – possono entrare a fare parte come volontari di un programma anti-incendio e sono addestrati per due settimane prima di potere affrontare il campo. Anche i minorenni possono prendere parte al programma.

La ricostruzione – Il Woosley, come è stato denominato l’incendio, è divampato giovedì 8 novembre intorno a mezzogiorno (ora locale), quando una “cintura di fuoco” ha iniziato a cingere d’assedio le case della cittadina balneare compresa nell’area metropolitana di Los Angeles, diffondendosi velocemente a causa del vento. Il fuoco ha divorato oltre 8mila ettari di vegetazione

Le autorità hanno ordinato l’evacuazione di Malibù, la nota spiaggia affacciata sull’oceano Pacifico frequentata dalle celebrità. Il bilancio delle vittime è salito a 23 morti. Altri due cadaveri sono stati trovati nell’area di Malibù, accerchiata dalle fiamme, che hanno spinto anche le star a evacuare insieme ad altre 250mila persone di tutte le zone colpite.

“La distruzione è catastrofica. Gli incendi sviluppano molto rapidamente, in alcuni casi anche 100 acri al minuto. I cittadini devono evacuare in fretta, eseguendo gli ordini dei pubblici ufficiali”, aveva scritto qualche ora prima su twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

È stato immediatamente dato un ordine di evacuazione, che ha coinvolto circa 157mila persone. Tra loro, secondo il Daily Star, anche l’attore Harrison Ford e la cantante Miley Cyrus.

Sono in pericolo 75mila abitazioni, molte delle quali sono case per le vacanze. Dave Richardson, comandante del dipartimento anti-incendio di Los Angeles, ha affermato che esiste il reale rischio che altre 60mila persone saranno costrette alla fuga nelle prossime ore.

È stata sospesa l’attività nelle scuole e nell’università Pepperdine. Nel giro di poche ore, lunghe colonne di auto si sono formate nelle strade in uscita dalla città. Alcuni residente hanno abbandonato le loro abitazioni correndo a piedi, spesso con figli o animali domestici in braccio, come ha raccontato Gina Oviedo, residente della cittadina di Paradise, ascoltata dal Guardian.

“È una situazione molto pericolosa e molto seria”, ha avvertito lo sceriffo della contea di Butte, Kory Honea, dove è stato proclamato lo stato di emergenza.

“L’estensione della distruzione che abbiamo visto è davvero incredibile e spezza il cuore”, ha aggiunto.

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