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X Factor 12, Leo Gassman commuove tutti con Brunori Sas | VIDEO

Il giovane figlio d'arte passa alla fase successiva del talent, incassando anche un "bravo" di Mara Maionchi

Immagine di copertina
Leo Gassman a X Factor interpreta "Kurt Cobain" di Brunir Sas. Credit: Sky

Commuove ancora, commuove tanto Leo Gassman, che sale sul palco di X Factor portando la struggente “Kurt Cobain” di Brunori Sas.

Interpreta magistralmente il pezzo del cantautore calabrese, il figlio d’arte e convince ancora una volta i giudici, aggiudicandosi l’accesso a alla fase degli Home Visit di X Factor 2018.

“Vivere è come volare, ci si può riuscire soltanto poggiando su cose leggere”, canta il giovane Gassman, che arriva stavolta con una canzone dal testo emblematico. Lui, col peso di un cognome ingombrante sulle spalle e alla ricerca della propria strada, porta un pezzo che racconta di come il successo possa cambiare il modo di vedere la vita.

Come era successo a Kurt Cobain, leader dei Nirvana, che nel 1994 decideva di porre fine alla sua vita proprio per il peso insostenibile del successo. “Chiedilo a Marylin quanto l’apparenza inganna e quanto ci si può sentire soli e non provare più niente”, canta ancora il 19enne.

Gli occhi visibilmente lucidi dei giudici e il pubblico commosso gli valgono il posto allo step successivo del programma. “Bravo”, dice Mara Maionchi alla fine dell’esibizione e chi conosce un po’ la talent scout del programma Sky sa quanto sia difficile guadagnarsi un “bravo”. E la giudice lo mette tra i 5 concorrenti della la categoria Under Uomini di XF12.

La prima volta sul palco di X Factor

Il giovane Gassman aveva già dato prova del suo talento nella fase precedente, quando era salito sul palco del talent con un inedito, Freedom.

“Sono qui per cercare la mia strada”, aveva detto, e provare di fatto a “riprendersi” la sua vita, “fortunata, ma impegnativa”, aveva ammesso lui stesso.

“Sono qui per per crearmi qualcosa di mio”, aveva detto Leo Gassman, figlio dell’attore Alessandro Gassmann e dell’attrice Sabrina Knaflitz. Poi aveva preso la sua chitarra scura e si era staccato dalla realtà: si era rintanato nel suo mondo e aveva chiesto la felicità, come canta nella sua Freedom.

Aveva ammaliato tutti e quattro i giudici col suono ruvido della chitarra e il testo dolce e potente del suo inedito. Aveva incassato i quattro sì, Leo Gassman e il cognome no, non c’entra niente.