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Uno studio rivela che la Corea del Nord non ha smesso di costruire missili nucleari

Nonostante le promesse di denuclearizzazione, il regime starebbe continuando a costruire missili disperdendo le attività in almeno sedici basi. È quano rivelano le ricerche realizzate da Beyond Parallel del Center for Strategic and International Studies, uno dei maggiori think-tank di Washington

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Credit: Afp

“Ci siamo innamorati. Kim Jong-un mi ha scritto lettere bellissime”, aveva detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, enfatizzando la nuova stagione del rapporti tra gli Usa e la Corea del Nord. Ma se il Tycoon sembra convinto che il dialogo avviato con il Maresciallo porterà a buoni risultati, le notizie che arrivano dal campo danno un’altra piega al rapporto tra i due paesi.

Come hanno sottolineato il New York Times e il Washington PostKim non sta aderendo alla promessa di denuclearizzare il paese: il regime starebbe continuando a costruire missili disperdendo le attività in almeno sedici basi che devono prendere il posto del sito principale, del quale è stata annunciato lo smantellamento.

Secondo quanto riportato dal NYT, disperdere gli ordigni rientra in una precisa tattica che vuole prevenire eventuali reazioni statunitensi. Il quotidiano ha pubblicato foto satellitari che mostrano i centri bellici in cui la Corea del Nord starebbe continuano a portare avanti la sua attività e, secondo gli analisti, le immagini confermano uno sforzo tecnologico per migliorare le armi.

Lo studio cui fa riferimento il giornale statunitense è stato realizzato dal programma Beyond Parallel del Center for Strategic and International Studies, uno dei maggiori think-tank di Washington. Un gruppo di studiosi diretti da Victor Cha, uno dei pricipali esperti della questione coreana che lo scorso anno l’amministrazione guidata da Donald Trump voleva come ambasciatore statunitense in Corea del Sud, prima che sorgessero divergenze tra lo stesso Cha e la diplomazia Usa sulla gestione dei rapporti con Kim Jong-un.

La Corea del Nord ha interrotto da quasi un anno i test missilistici: l’ultimo risale al 29 novembre 2017, quando Pyongyang ha testato l’ultimo ritrovato della sua tecnologia, lo Hwasong-15, in grado di colpire l’intero territorio statunitense con una testata nucleare, secondo quanto proclamato dal regime.

L’interruzione dei lanci missilistici e dei test nucleari nordcoreani è stata salutata più volte come una vittoria per gli Stati Uniti, da parte del presidente Usa, anche se diversi esperti nutrono dubbi sull’effettivo stop di Pyongyang al programma di produzione di materiale nucleare: gli stessi media nordcoreani il mese scorso avevano definito la centrale di Yongbyon una struttura chiave dello sviluppo del programma nucleare del regime.