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È morto Jako, il cane legato e bruciato vivo perché abbaiava troppo

Dopo 11 giorni il Siberian Husky no ce l'ha fatta ed è morto per le ustioni riportate. Ora gli inquirenti stanno guardando i filmati delle telecamere di videosorveglianza di zona

Immagine di copertina
Jako dopo l'aggressione. Credits: Nena Saylas/Facebook

È morto dopo undici giorni, in una clinica veterinaria di Bari, il cane Jako, il Siberian husky di 7 anni che nella notte tra l’1 e il 2 novembre è stato legato e bruciato vivo in una casa a San Pietro Vernotico.

L’episodio era avvenuto in un appartamento del centro della cittadina pugliese, in provincia di Brindisi, dove Jako viveva con l’anziana padrona, costretta al letto.

Nella notte qualcuno è entrato nell’appartamento, ha legato il cane e messo in un armadietto contro la pota di ingresso così che non potesse scappare. L’intruso poi ha dato fuoco all’animale, avvolgendo uno straccio impregnato di benzina attorno a un bastone.

Poco prima delle 3 di notte si è sentito un forte boato e odore di bruciato, così i vicini hanno chiamato i vigili del fuoco e i carabinieri.

Jako era avvolto dalle fiamme, che sono state subito spente, ed  è stato poi chiamato il veterinario per le prime cure. All’inizio l’animale era stato dato fuori pericolo di vita, seppure con gravi ustioni al volto e all’addome.

Il mese prima fuori dalla porta era stato lasciato un biglietto in cui c’era scritto che il cane abbaiava e disturbava troppo, e prima o poi l’avrebbero avvelenato.

Jako viveva con la donna anziana, ma il proprietario era il figlio che vive in Olanda. Al momento dell’aggressione, il cane stava dormendo al piano di sopra, mentre la donna si trovava al primo piano dell’abitazione.

A dare la notizia della morte dell’animale ai padroni è stato il veterinario che a titolo gratuito si era preso cura di lui.

Gli agenti che stanno indagando sul caso devono ancora identificare l’autore del gesto, ma stanno acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza di zona.