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Se ti ferma la polizia, conosci i tuoi diritti?

Di fronte a un controllo delle forze dell'ordine, siete in grado di gestire la situazione e di far valere i vostri diritti? Dovreste conoscerli, eccoli

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Siamo in giro con i nostri amici e veniamo fermati da un poliziotto in borghese. Stiamo tornando a casa e una volante della polizia ci ferma. Siamo in fila per un concerto e un agente vuole perquisirci. Siamo in metro e un poliziotto in borghese ci ferma ai tornelli chiedendo di ispezionare la borsa. cosa fare se ti ferma la polizia

Come reagire? Sappiamo gestire la situazione nel modo giusto? Veniamo colti dal panico anche quando sappiamo che si tratta di un semplice controllo di routine? Siamo in grado di far valere i nostri diritti? E soprattutto, li conosciamo?

Cosa fare se ti ferma la polizia?

Sono situazioni che, tenendo conto anche degli eventi di cronaca nazionale e internazionale degli ultimi anni, sono destinate a diventare sempre più frequenti.

Basti pensare che, secondo i dati Istat, in Italia nel 2015 oltre 900mila persone hanno avuto contatti con le forze dell’ordine.

Per dare maggiore sicurezza ai cittadini e per evitare che si possano avere comportamenti sbagliati anche a causa del panico e dell’impreparazione, la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili e l’Associazione Antigone hanno preparato “Know Your Rights”, un documento che intende illustrare a tutti – in maniera chiara e accessibile – i diritti di cui si è titolari nel caso in cui veniamo fermati da un ufficiale o agente in borghese:

Chiedere all’agente in borghese che ci ferma di identificarsi

Puoi chiedergli di identificarsi, chiedere il corpo di appartenenza e farti mostrare il tesserino di riconoscimento. Qualora l’ufficiale-agente in borghese si rifiuti a dare le sue generalità in modo corretto, non sei tenuto a eseguire i suoi ordini.

In occasione di un controllo di polizia, se l’ufficiale-agente in borghese si qualifica correttamente o, comunque, qualora sia in divisa, non puoi rifiutare di dichiarare le tue generalità e devi mostrare un valido documento d’identità.

Solo qualora ci siano indizi sufficienti per ritenere che il nome che hai fornito o i tuoi documenti siano falsi, oppure se ti rifiuti di dichiarare le generalità o di mostrare un documento di identità valido, puoi essere condotto in commissariato.

I diritti per l’identificazione in questura

Gli ufficiali-agenti di polizia che ti accompagnano in questura per identificarti devono:

– informare immediatamente il Procuratore della Repubblica;

– trattenerti per il tempo strettamente necessario alla tua identificazione e comunque rilasciarti entro 24 ore dalla comunicazione al Procuratore;

I diritti nel caso di ispezioni personali e perquisizioni

Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria possono procedere a ispezioni personali e perquisizioni, senza autorizzazione di un magistrato, solo in alcuni casi precisi:

– se valutano ci sia fondata possibilità di trovare armi, esplosivi, munizioni o sostanze stupefacenti sulla tua persona o nel luogo dove ti trovi.

– se sei colto in flagranza di reato o se nei tuoi confronti è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare, un ordine di carcerazione o un fermo di indiziato di delitto.

In tutti gli altri casi, ovvero se non stanno cercando armi e sostanze stupefacenti o se non si è colti in flagranza di reato o se non è in esecuzione un ordine di carcerazione, la polizia non può perquisirti né entrare nella tua casa o in altro locale privato o nella tua macchina senza un mandato del giudice.

Nel caso in cui si proceda a perquisizione o ispezione personale gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria devono:

– effettuare tali operazioni nel rispetto della dignità e della riservatezza della persona;

– non utilizzare metodi o tecniche atte a minare la capacità di autodeterminazione delle persone;

– in caso di perquisizioni sulle donne, avvalersi di solo personale femminile.

I diritti in caso di sequestro di oggetti o beni personali

Qualora ritrovino armi, esplosivi, munizioni o sostanze stupefacenti, gli agenti devono redigere un verbale di sequestro e chiederne la convalida al Pubblico Ministero entro 48 ore. Tu hai diritto:

– a chiedere che tali atti siano compiuti alla presenza di un avvocato difensore o di una persona di propria fiducia prontamente reperibili;

– ad avere copia del verbale di perquisizione, anche se non viene sequestrato nulla, dove si indicano le operazioni fatte, il motivo per cui hanno fatto la perquisizione senza l’autorizzazione del giudice, i nomi e la qualifica degli agenti che hanno fatto la perquisizione;

– a un interprete, se sei cittadino alloglotta che non parla e comprende la lingua italiana.

Il verbale va letto attentamente per verificare che le operazioni si siano svolte correttamente. Qualora così non fosse, non devi firmarlo.

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