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Referendum Atac: “Ecco perché i trasporti devono rimanere pubblici”. Parla il comitato del “no”

Interviste L'11 novembre 2018 i cittadini romani saranno chiamati a votare sulla liberalizzazione del servizio di trasporto pubblico locale. Michele Frullo, sindacalista USB, spiega a TPI perché secondo lui bisogna votare "no"

Immagine di copertina
Michele Frullo, autista Atac e sindacalista USB

Referendum Atac sindacati

L’11 novembre i cittadini romani saranno chiamati a esprimersi sulla possibilità di liberalizzare il trasporto pubblico della Capitale, attualmente affidato ad Atac, l’azienda partecipata dal Comune di Roma (qui tutto quello che c’è da sapere sul referendum).

Dopo aver sentito le ragioni del “sì” al referendum, promosso dai Radicali e dal comitato “Mobilitiamo Roma”, TPI è andato ad ascoltare chi sostiene che il servizio dei trasporti locali di Roma debba rimanere in mano pubblica. 

Il fronte del “no” si è unito nel Comitato Utenti e Lavoratori in difesa del trasporto pubblico, di cui fanno parte l’Unione Sindacale di Base (Usb) e il sindacato ORSA, Potere al Popolo e Rifondazione Comunista, Cinecittà Bene Comune, collettivi studenteschi e comitati territoriali.

L’inviata di TPI, Anna Ditta, ha intervistato Michele Frullo, autista Atac e sindacalista Usb. Sul tema è intervenuta anche Micaela Quintavalle, segretario nazionale di Cambiamenti M410 ed ex autista Atac.

Quintavalle è stata licenziata dopo aver denunciato la mancata manutenzione dei mezzi.

Qui sotto il servizio con l’intervista video a Michele Frullo e un breve intervento di Micaela Quintavalle:

“Ci siamo schierati per il no perché crediamo che la privatizzazione sia solamente un modo per cercare di scaricare le problematiche e non di risolvere i problemi della cittadinanza e dei lavoratori di Atac”, sostiene Frullo.

“A Roma già esiste un privato, che gestisce il 20 per cento del servizio di superficie e ha un suo contratto di servizio, non è un subappalto di Atac come raccontano i Radicali”, dice il sindacalista.

“Quest’azienda privata non rende un servizio di qualità ed efficienza ai cittadini. Nelle periferie si sono riscontrate le maggiori problematiche”.

Ma se il problema non è la gestione pubblica, a cosa è dovuta l’inefficienza di Atac?

“L’inefficienza di Atac è dovuta ai tagli che sono stati fatti dal governo nazionale e dalla Regione Lazio”, sostiene Frullo, che si spinge anche oltre: “C’è sempre stato l’intento di favorire a tutti i costi i privati: per far vedere che il privato è meglio devo far vedere che il pubblico non funziona”.

Quali sono i quesiti del referendum su Atac

I quesiti del referendum consultivo sono due. Il primo: “Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”.

Il secondo: “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”.

Il risultato della consultazione non ha effetti diretti, trattandosi di un referendum consultivo.

Se vincesse il sì comunque l’amministrazione comunale dovrebbe tenere conto delle richieste avanzate dai cittadini per aprire un dibattito sulla messa a gara il servizio dei trasporti della capitale.

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