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Referendum Atac, caos ai seggi: “Ci stanno impedendo di votare”

Segnalazioni e denunce da parte dei cittadini che non riescono ad accedere alle urne, rimandati indietro perché sprovvisti di tessera elettorale. Ma una circolare del Comune spiegava che per votare sarebbe bastata la carta d'identità

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Referendum Atac: caos ai seggi. Cittadini rimandati a casa

Seggi aperti dalle 8 alle 20 a Roma per il referendum consultivo sul destino di Atac, l’azienda per la mobilità di Roma Capitale, ma molti cittadini sono stati rimandati a casa perché privi della tessera elettorale. In una circolare del Comune, però, si spiegava che per votare non sarebbe stata necessaria.

Sono tanti i romani che segnalano e denunciano di non aver potuto accedere alle urne. Alcuni raccontano di essere stati fermati dal presidente del seggio proprio perché non in possesso della tessera elettorale.

Nella circolare del Comune si legge chiaramente, però: “Si avvisano i signori presidenti di seggio che, per i referendum consultivi di domenica 11 novembre 2018, gli elettori iscritti nelle liste della sezione sono ammessi a votare anche se sprovvisti di tessera elettorale e che la tessera elettorale, eventualmente esibita, non deve essere timbrata come attestazione di voto”.

A tal proposito si è espresso anche uno dei promotori del referendum, Riccardo Magi: “Non poter esercitare regolarmente il loro diritto di voto è un fatto gravissimo”. “Oltre ai presidenti che impediscono di votare a chi è sprovvisto di tessera elettorale, mentre il regolamento afferma con inequivocabile chiarezza che per accedere alle urne è sufficiente il documento di identità, c’è anche da segnalare che alcuni seggi non risultano accessibili ai disabili, altri sono stati spostati, in pressoché tutti manca un presidio delle forze dell’ordine e si riscontrano problemi anche in alcuni ospedali”, denuncia ancora Magi.

“Posto che documenteremo tutte le violazioni di cui avremo notizia, per utilizzarle già da domani in ogni sede opportuna, invitiamo l’Amministrazione a intervenire subito, già dai prossimi minuti, per evitare che si compia uno scempio senza precedenti dei diritti fondamentali dei cittadini. Ne va, letteralmente, della democrazia”, afferma ancora il radicale.

Anche da +Europa si denuncia la situazione poco chiara ai seggi: “È un referendum da OSCE!
Portoni chiusi, cittadini rimandati indietro, sezioni spostate, informazioni errate da parte dei presidenti di seggio. La migliore risposta a tutto questo è andare a votare sì”.

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