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Carabiniere travolto dal treno: già scarcerati i ladri che stava inseguendo

“Mio figlio ha messo il lavoro davanti a tutto, anche davanti alla famiglia. Altrimenti sarebbe tornato a casa, dalle moglie e dalle bambine, invece di inseguire quel ladro", ha detto il padre della vittima

Immagine di copertina
foto d'archivio

Emanuele Reali, carabiniere di 34 anni, è morto inseguendo un uomo che aveva appena commesso un furto: l’ha inseguito a piedi, ha scavalcato il muro di recinzione della stazione ferroviaria di Caserta, è scivolato sui binari ed è stato trovolto da un treno.

La vicenda inizia martedì 6 novembre 2018, quando i carabinieri del nucleo operativo bloccano due ladri: nella loro auto, ferma all’interno del parco La Selva, trovano due radio ricetrasmittenti, una pistola giocattolo e la refurtiva, un aspirapolvere e un frullatore. Due complici riescono a fuggire con un’altra vettura ma sono identificati poco dopo. Gli altri, invece, sono intercettati in serata fuori da un bar. Uno degli autori del furto è ammanettato e il vice brigadiere Reali si lancia all’inseguiemento dell’altro complice quando, scavalcato il muretto, è travolto da un treno locale partito da Piedimonte Matese e diretto a Napoli Centrale.

La morte avviene davanti ai colleghi, che non riescono a salvarlo.

Ora gli autori del furto, come riporta Repubblica, sono fuori dal carcere. L’uomo cui il carabiniere stava dando la caccia è un pregiudicato ventenne del Rione Traiano. Accompagnato dal suo avvocato, si è costituito la sera di giovedì 8 novembre.

I tre uomini sono stati processati per direttissima con l’accusa di furto in abitazione pluriaggravato e sono usciti dal carcere. Salvatore Salvati, di 44 anni, e Pasquale Reale, di 30 anni, hanno ottenuto gli arresti domiciliari. “La Procura diretta da Maria Antonietta Troncone aveva chiesto la custodia in carcere, la giudice Alessandra Cesare ha ritenuto adeguata la misura più lieve”, scrive Repubblica.

Vittorio Reali, il padre tranviere della vittima, si è mostrato indignato per la decisione del giudice: “Mio figlio ha messo il lavoro davanti a tutto, anche davanti alla famiglia. Altrimenti sarebbe tornato a casa, dalle moglie e dalle bambine, invece di inseguire quel ladro. Adesso è un eroe. Un eroe dello Stato. Ma a questo Stato chiedo di cambiare le leggi, perché c’è troppa impunità. Chi commette certi reati deve stare in carcere, così almeno smetterà di andare a rubare nelle case degli altri”.

I funerali di Reali, che lascia una moglie e due figli, si sono tenuti a Caserta venerdì 9 novembre.

Il ricordo dell’Arma – “È morto schiantato da un treno Emanuele Reali, figlio di genitori che non è naturale siano destinati a sopravvivergli, marito di una donna a cui mancherà come l’aria, padre di due bimbe così piccole che a stento lo ricorderanno”, sono le parole in ricordi di Reali apparse sul profilo Facebook dell’Arma.

“È morto schiantato da un treno mentre inseguiva il quarto autore di un furto, l’ultimo ancora da arrestare. La sua fine richiama alla mente La locomotiva di Francesco Guccini, anche se è proprio un’altra storia. Ma c’è un verso di quella canzone che recita: “gli eroi son tutti giovani e belli”. Era giovane il 34enne Emanuele Reali, quanto l’entusiasmo che lo ha spinto a rincorrere un reo senza preoccuparsi delle conseguenze, al buio lungo il binario di una ferrovia. Ed era bello quanto il suo atto coraggioso, unicamente dedito al dovere”.

“Non avrà strade nè piazze Emanuele Reali, perchè è ‘solo’ l’ennesima vittima di una guerra combattuta tutti i giorni, quella silenziosa contro il crimine. E perchè anche se qui lo scriviamo quattro volte, il suo nome a breve non lo ricorderà nessuno. Per noi però Emanuele Reali, vice brigadiere dei carabinieri, sarà eternamente giovane e bello. Sarà per sempre un eroe”.