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Dazn, tutti i problemi: proteste e lamentele dagli abbonati. Le prossime mosse della piattaforma on line

Tutto risolto?

Immagine di copertina

Occhi puntati su Dazn. Dopo la prima giornata portata a casa a fatica, la piattaforma streaming è pronta alle prossime partite che trasmetterà in esclusiva. In particolare Napoli-Milan, vero e proprio banco di prova per dimostrare di aver superato i disservizi andati in scena lo scorso weekend.

Problemi che hanno fatto arrabbiare e non poco diversi utenti che si sono poi sfogati sui social tra ironia e invettive contro la piattaforma.

> COME FUNZIONA L’ABBONAMENTO A DAZN PER VEDERE LE PARTITE DELLA SERIE A

La Lega serie A, che ha venduto i diritti tv di tre incontri per ogni giornata al gruppo britannico, recepite le lamentele non è rimasta a guardare ma ha fatto sapere che sta monitorando la situazione.

Nelle scorse ore la Lega ha ricevuto aggiornamenti e rassicurazioni sulle misure messe in campo per evitare autogol come quello inaugurale in Lazio-Napoli.

Durante la sfida dello Olimpico un server, di dimensioni importanti dicono i ben informati, è collassato lasciando al buio migliaia di tifosi. Interventi straordinari hanno poi impedito che il guasto si ripetesse in Sassuolo-Inter, che avrebbe avuto numeri ancora più alti del match del giorno prima: i disservizi sono infatti diminuiti ma non spariti.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, la prossima settimana, dopo la seconda giornata di campionato, la Lega assieme all’advisor Infront farà un bilancio. Da via Rosellini, che ieri ha raggiunto un accordo con Electronic Arts per l’uso dei loghi nel videogame Fifa 2019, trapela attenzione ma non preoccupazione.

Intanto Dazn ha diramato una nota: “E’ stato un buon inizio di stagione per la trasmissione della Serie A su Dazn, l’appuntamento più seguito finora sulla piattaforma a livello mondiale”.

“Un numero record di appassionati si è collegato per vedere la propria squadra del cuore cominciare la corsa verso la cima della classifica – si legge nella nota -. Questo è stato un weekend storico per lo streaming di contenuti sportivi, che ha segnato l’inizio di un nuovo modo di guardare lo sport per i tifosi italiani”.

“Sappiamo – si legge – che sabato sera alcuni utenti, una piccola parte delle centinaia di migliaia di spettatori, hanno registrato delle interruzioni. Siamo intervenuti prontamente e abbiamo risolto la situazione in vista delle partite di domenica sera, la cui trasmissione si è svolta senza particolari problemi”.

“Complessivamente, il risultato del weekend è positivo. Tuttavia vogliamo continuare a migliorarci e stiamo lavorando per perfezionare il servizio. Adesso siamo concentrati proprio su questo, e stiamo facendo tutto il possibile per offrire ai tifosi la migliore esperienza di visione: un’esperienza accessibile, conveniente e flessibile”.

 

Le parole del Ceo di Dazn 

Il Ceo di Dazn James Rushton ha rilasciato una breve intervista a la Gazzetta dello Sport: “Avendo i tifosi al centro del nostro business qualsiasi problema che impatta sull’esperienza di Dazn da parte dei fan è un problema serio e, ovviamente, ci rammarichiamo per i disagi che i tifosi hanno potuto avere”.

“Dazn monitora la sua pila tecnologica e le relative prestazioni per il consumatore finale in tempo reale utilizzando oltre 250 punti dati individuali. Ciò significa che abbiamo avuto assoluta chiarezza delle prestazioni della piattaforma, incluso il peggioramento del servizio nei primi 20 minuti del secondo tempo di Lazio-Napoli”.

“Considerate che le partite Dazn di Serie A di sabato e domenica sono state il più grande e il secondo più grande evento in streaming mai trasmesso in Italia. Abbiamo avuto enormi numeri di registrazioni e la nostra audience ha raggiunto il picco con 440mila dispositivi simultanei all’84’ di Sassuolo-Inter”.

“All’inizio della ripresa di Lazio-Napoli abbiamo avuto un peggioramento della performance, relativo a un singolo Cdn (i Cdn sono reti di server per la distribuzione dei contenuti audiovisivi che gli operatori acquistano per avere una capacità aggiuntiva, ndr). Ciò ha generato il re-buffering (quando l’immagine si impalla, ndr) su tutti i dispositivi che ha impattato sul 10% di tutti gli utenti per un periodo di 20 minuti, per un totale di 52 secondi di media a utente”.

“Indipendentemente dalla colpa, la responsabilità è nostra. Il problema è stato risolto immediatamente dal nostro team di ingegneri e la causa principale è stata identificata in un singolo Cdn insufficiente a causa della gestione dei file di registro degli errori. Questo tipo di istanze del registro degli errori è relativamente comune”.

“Regoliamo e ottimizziamo la qualità dell’immagine sia per il dispositivo che per il tipo di connessione dell’utente. Il problema del re-buffering ha avuto un impatto su tutti i dispositivi. I dati in nostro possesso mostrano che i dispositivi da salotto hanno ottenuto risultati significativamente migliori (come standard) rispetto ai dispositivi mobili. I nostri tre più principali dispositivi da salotto hanno registrato una velocità media di oltre 5 MBps, che ha consentito un’immagine HD di alta qualità per l’utente, con un re-buffering medio dello 0,6% (esclusi i 20 minuti del secondo tempo di Lazio-Napoli)”.

“L’attuale infrastruttura italiana non è un problema per noi. In occasione del nostro picco di audience domenica sera, Dazn stava utilizzando circa il 30% della capacità che avevamo a disposizione attraverso i nostri partner Cdn e continueremo a lavorare duramente con loro per migliorare costantemente il servizio”.

Tempi per risoluzione problemi

La sensazione è che il rodaggio potrebbe durare un mesetto. Stesso discorso o quasi per la nuova app che consentirà ai clienti di Sky Q di vedere le partite di Dazn attraverso il decoder evitando il ping-pong con la smart tv.

Un avvio complesso che non ha spiazzato del tutto Dazn che proprio per questo ha martellato gli appassionati di calcio italiani sulle promozioni. I numeri sono top secret, ma stime attendibili parlano di più di mezzo milione di iscritti con nuove richieste sull’ordine delle migliaia al giorno. Risultati di molto superiori alle attese.

Adesso però viene il difficile: convincerli a restare quando scatterà il canone di 9,99 euro al mese e gestire l’enorme mole di traffico.

Ipotesi marcia indietro

Scenari estremi come la revoca delle licenze per ora non sono nemmeno contemplati. E anche soluzioni-ponte come la possibilità di mandare in onda le partite sul satellite appoggiandosi alla piattaforma Sky (già avviene in bar, hotel e ristoranti) appare un sentiero impercorribile per una società che ha fondato il suo business sulla rete.

Protesta Usigrai e cdr Rai Sport

“Vedere il calcio in tv ormai è un privilegio per pochi. Per i pochi che possono pagare costosi abbonamenti… Ormai gli interessi dei signori dei diritti tv e quelli del club stanno negando il calcio in tv al grande pubblico”, la nota del sindacato della Rai Usigrai e del cdr di RaiSport.

“I giornalisti Rai chiedono alle istituzioni un intervento nell’interesse dei cittadini: gli affari non possono vincere sempre su tutto… Al nuovo vertice della Rai chiediamo di far sentire la propria voce e di tornare a essere protagonista nel settore: lo sport deve essere di tutti, per tutti”.

Esposto del Codacons

Di fronte alla questione dei diritti televisivi e delle pay-tv il Codacons ha deciso di intervenire con un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole. Il Codacons, quale strumento di rappresentanza di interessi diffusi, ha rappresentato all’AGCM “il disorientamento e l’arrabbiatura di gran parte dei clienti SKY e Premium”, che in larga parte si sono sentiti “defraudati” dal nuovo assetto dei diritti TV.

Oltre ai problemi tecnici che hanno caratterizzato la prima giornata di campionato, infatti, l’Associazione ha approfondito – grazie alle segnalazioni ricevute – l’incresciosa vicenda relativa agli abbonamenti DAZN e ai disagi degli utenti già abbonati a SKY e Mediaset Premium.

È evidente che la condotta di SKY e DAZN sia scorretta ai sensi del Codice del Consumo, in particolare sia aggressiva ai sensi dell’articolo 24 del Codice in quanto “esercita un indebito condizionamento sul tifoso […] ad aderire a ben 2 abbonamenti con un esborso maggiore in termini denaro e ad usufruire comunque di un servizio di pessima qualità”.

L’Associazione non può tacere riguardo la condotta commerciale scorretta “posta in essere da DAZN, che si fa pagare 9,90€ al mese per rendere un servizio scadente: le partite trasmesse sono continuamente interrotte anche per chi ha la connessione con fibra ottica. Dal canto suo SKY pone in essere una condotta scorretta in quanto costringe gli utenti a pagare l’abbonamento per la serie A, allo stesso prezzo della scorsa stagione calcistica, non garantendo la trasmissione di tutto il campionato e non dichiarando sin da subito quali sono le partite che non verranno trasmesse”.

Riguardo DAZN, in particolare, le segnalazioni giunte riguardano in particolare “le interruzioni continue ed improvvise, i ritardi nella connessione, la mancata disponibilità dell’app per alcuni dispositivi e il ritardo nella trasmissione in tempo reale della partita dovuto allo streaming rallentato”. Da segnalare è anche l’ingannevolezza del messaggio pubblicitario diffuso da DAZN. L’emittente pubblicizza il servizio sostenendo che non sia “un contratto, né un abbonamento e che si può disdire in qualsiasi momento”, ma è evidente – semmai – il contrario.

Egualmente significativa la situazione degli utenti SKY:

“La circostanza più grave riguarda gli abbonati a SKY calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di serie A, ma  non potranno sapere quali. Dipenderà dall’orario e dal giorno. Una situazione di grave disagio per gli utenti tv del calcio: ti abboni, paghi e poi bisogna incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’orario giusto. Tale situazione costringe di fatto i tifosi ad abbonarsi a SKY per vedere il 70% delle partite e a DAZN, con tutti i problemi tecnici e disagi del caso, per vedere il restante 30% delle partite di serie A. La conseguenza dunque non è una maggiore concorrenza nel settore, ma la duplicazione degli abbonamenti: chi ha già SKY deve abbonarsi anche a DAZN per vedere il restante 30% delle partite, per non rischiare di perdersi la partita della propria squadra. SKY inoltre, nonostante non trasmetta più tutte le partite di campionato, non riduce il costo del proprio abbonamento”.

Per tutte queste ragioni l’Associazione ha chiesto all’AGCM di:

  • aprire un’istruttoria (ai sensi dell’art 6 del Regolamento del 1.4.2015 sulla pratiche commerciali scorrette e pubblicità ingannevole) e inibire la continuazione della condotta, accertando e sanzionando le emittenti per pratica commerciale aggressiva vietata ai sensi degli artt. 20, 24 e seguenti del Codice del Consumo,

  • accertare la vessatorietà del rinnovo automatico dell’abbonamento ai sensi dell’articolo 33 comma 2 del Codice del Consumo.

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