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Chi l’ha visto: la puntata dedicata al caso di Emanuela Orlandi

La conduttrice Federica Sciarelli fa il punto sul ritrovamento delle ossa della Nunziatura in Vaticano

Immagine di copertina

Chi l’ha visto – Nella puntata di mercoledì 7 novembre la conduttrice Federica Sciarelli fa il punto sul ritrovamento delle ossa della Nunziatura in Vaticano, affrontando anche il tema del caso di Emanuela Orlandi.

L’appuntamento con Chi l’ha visto è su Rai 3 alle 21.15.

Chi l’ha visto 2018 | Anticipazioni  e News

La puntata di mercoledì 7 novembre 2018 è dedicata ai casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori nello specifico sul recente ritrovamento delle ossa nella Nunziatara apostolica del Vaticano.

Le giovani ragazze scomparse nel 1983 e delle quali non si è più avuta traccia saranno le protagoniste della puntata.

Il primo gruppo di ossa è stato ritrovato il 30 ottobre 2018 e gli esperti hanno ipotizzato immediatamente che appartenessero ad una donna, nel caso specifico la stampa ha subito collegato il caso a quello di Emanuela Orlandi.

In un secondo momento Giovanni Arcudi, il direttore di Medicina legale dell’Università di Tor Vergata, ha dichiarato che probabilmente le ossa potessero appartenere a una persona di un’età compresa fra i 25 e i 35 anni. Escludendo quindi le due ragazze adolescenti sparite nel nulla nel 1983.

Al momento si stanno aspettando gli esiti effettivi delle analisi del Dna da parte della scientifica.

L’analisi medico-legale, in corso presso il Polo Tuscolano, stabilirà anzitutto il sesso anche se da un primo esame sui resti si è pensato subito a una donna di piccola corporatura. Per la datazione della morte e l’individuazione, laddove possibile, del Dna i tempi di analisi sui frammenti ossei saranno più lunghi.

“Le analisi sulle ossa sono cominciate, ce lo ha confermato poco fa il procuratore aggiunto. È ancora presto per avere certezza sul Dna, saranno necessari almeno otto-dieci giorni”, ha detto Pietro Orlandi che, lunedì 5 novembre, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Laura Sgrò, ha avuto un incontro con i magistrati che indagano sul ritrovamento ossa nella Nunziatura Apostolica di via Po a Roma.
“Mi piacerebbe tanto capire chi per primo ha associato questa vicenda del ritrovamento a quella di mia sorella. Anche su questo attendiamo risposte dagli inquirenti”, ha aggiunto il fratello di Emanuela.

Emanuela Orlandi scomparsa

Aveva 15 anni quando scomparve e aveva appena terminato il secondo anno del liceo.

La sera del 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi finì la sua lezione di flauto presso la scuola di musica Tommaso Ludovico da Victoria in piazza Sant’Apollinare, nel centro di Roma, e chiamò sua sorella per dirle che le era stato proposto un lavoro come promotrice di prodotti cosmetici.

Fu l’ultima volta che la sua famiglia sentì la sua voce.

Il mistero sulla scomparsa di Emanuela Orlandi negli anni ha visto le indagini seguire numerose piste. Alcune di queste hanno coinvolto lo Stato Vaticano, l’Istituto per le Opere di Religione (Ior), la Banda della Magliana, il Banco Ambrosiano, Mehmet Ali Ağca (il criminale turco responsabile dell’attentato del 1981 a Giovanni Paolo II), il governo italiano e i servizi segreti di diversi paesi.

Il caso inoltre si è intrecciato a quella di un’altra ragazza romana, Mirella Gregori, anche lei quindicenne, che scomparve il 7 maggio 1983.

Emanuela Orlandi: la ricostruzione del caso | Il giorno della scomparsa

Secondo una delle ricostruzioni dei fatti, dopo quella chiamata, Emanuela incontrò un’amica e le raccontò della proposta appena ricevuta, confidandole che prima di tornare a casa sarebbe rimasta ad aspettare l’uomo che le aveva offerto il lavoro.

Un vigile urbano disse di averla vista salire su una Bmw. Da allora si persero le sue tracce.

Emanuela era cittadina dello Stato Vaticano ed era figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia.

Inizialmente si pensò a un tipico caso di ribellione adolescenziale e allontanamento volontario dalla famiglia, ma il caso Orlandi diventò presto uno dei più oscuri misteri della storia d’Italia.

Nel corso delle indagini sono state seguite numerose piste che hanno coinvolto lo Stato Vaticano, l’Istituto per le Opere di Religione (Ior), la Banda della Magliana, il Banco Ambrosiano, il governo italiano e i servizi segreti di diversi paesi.

Il suo caso si è intrecciato a quella di un’altra ragazza romana, Mirella Gregori, anche lei quindicenne, che scomparve il 7 maggio 1983.