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Il caso dell’europarlamentare del M5S che aveva falsificato il cv e ora rischia l’espulsione

Durante la campagna elettorale, Marco Valli aveva dichiarato di avere coseguito una laurea in Economia presso l'università Bocconi di Milano. Ma il titolo di studio era poi scomparso dal cv. Ora il portavoce del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, che si è autosospeso, rischia l'espulsione

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Aveva dichiarato di avere conseguito una laurea presso l’università Bocconi di Milano e l’aveva scritto nel suo curriculum. Poi, il 29 settembre 2017, dal cv il titolo di studio era sparito. E ora Marco Valli, il portavoce del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, rischia l’espulsione.

A sollevare il caso è stata un’inchiesta de Il Sole 24 Ore, che ha ripercorso la vicenda accademica di Valli, ora alla Commissione per i problemi economici e monetari a Bruxelles.

Durante la campagna elettorale, Valli aveva dichiarato di essere laureato in Economia aziendale ma la sua laurea, a differenza di quella di altri candidati, non riportava il nome della città in cui era stata conseguita. L’eurodeputato, scrive Il Sole, aveva affermato in diverse occasioni di avere studiato all’università Bocconi di Milano ma, contattato sul suo indirizzo email del Parlamento europeo, non aveva risposto a una richiesta di chiarimenti.

“Pubblichiamo l’articolo e dopo qualche ora veniamo contattati dall’ufficio stampa del Movimento 5 Stelle a Bruxelles. Il giornalista ci spiega che Valli ha confermato di avere una laurea triennale presa in Bocconi e che non ha mai chiesto che il suo curriculum venisse tolto dal sito del Parlamento. Confermiamo all’ufficio stampa la nostra informazione: Valli non si è mai laureato in Bocconi. Attendiamo adesso l’esito dell’indagine interna”, scrive Il Sole.

Secondo Adnkronos, la posizione dell’eurodeputato è ora al vaglio del collegio dei probiviri, l’organo disciplinare del Movimento.

E, in attesa di una decisione, Valli si è autosospeso.

“In merito alle notizie sul mio curriculum pubblicate sulla stampa, desidero scusarmi prima di tutto con il MoVimento 5 Stelle, coi cittadini, gli attivisti e i miei colleghi al Parlamento europeo per l’errore commesso e me ne assumo le responsabilità. Ho comunicato ai probiviri la mia autosospensione dal MoVimento e attendo le loro decisioni a riguardo”, ha scritto su Facebook.