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“Gesù mi ha guarito dall’omosessualità”, il web contro le parole di Alessandro

Il giovane, membro della chiesa evangelica "Parola della grazia", ha raccontato di essere diventato gay per colpa di Satana che lo ha ingannato

L’assenza del padre e lo zampino di Satana. È così che Alessandro, poco più che maggiorenne, racconta ai “fratelli” della comunità religiosa di cui fa parte come è diventato omosessuale. E di come poi “è guarito”, grazie aGesù che lo ha riportato sulla giusta strada.

La testimonianza del giovane Alessandro è diventata virale sui social, e il ragazzo si è attirato moltissime critiche, qualche parola di conforto e commenti sprezzanti.

Alessandro è membro della sezione di Palermo di “Parola della grazia”, una chiesa evangelica nata negli anni ’80, una di quelle comunità religiose così totalizzanti che spesso diventa difficile distinguerle da vere e proprie sette.

Il racconto – Durante la conferenza del 28 ottobre 2018 nel capoluogo siciliano, Alessandro ha raccontato di come suo padre lo abbia abbandonato quando aveva appena 8 mesi, e per questo motivo, secondo lui, sia diventato omosessuale.

“Non ho avuto una figura maschile accanto, e per questo il diavolo si è insinuato nella mia vita, ingannandomi, facendomi credere che dovessi cercare mio padre in un altro uomo”.

“Fin da piccolo giocavo con le bambole e guardavo i cartoni femminili. È stato il diavolo a non farmi vedere la verità – continua Alessandro – così a 17 anni mi sono dichiarato e l’ho detto a tutti”.

“Non sapevo che era un’identità falsa, che mi aveva dato il diavolo. Perché? Perché mia madre faceva già parte di questa congregazione, per questo mi odiava”.

“È stata mia madre a dirmi che potevo guarire, anche se all’inizio la respingevo”. Poi la conversione, appena sei mesi fa. “Dio mi ha fatto capire che ero stato ingannato, e mi ha accolto di nuovo a sé”.

Sui social – Così il suo racconto, condiviso sul profilo social della chiesa e condiviso migliaia di volte, ha scatenato polemiche a non finire sul messaggio, definito bigotta e pericoloso, delle sue parole, che associano l’omosessualità a una malattia.

Non è stato solo attaccato dalla comunità lbtqi, ma da tantissimi che hanno voluto ribadire come l’omosessualità non vada in alcun modo curata, perché non esiste cura a un semplice orientamento sessuale.

Quello che più ha indignato gli utenti non è tanto l’esperienza “confusa” di un ragazzo, quanto la sua strumentalizzazione per veicolare idee che sono motivate esclusivamente dalla fede nei dogmi di una particolare chiesa.

La maggior parte degli attacchi sono stati quindi diretti contro la “Parola della grazia”, un culto religioso che, come mostrato nel video attraverso il racconto di Alessandro, non si fa problemi a influenzare la vita privata e le scelte personali, anche di ragazzi giovanissimi.