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Decreto immigrazione: cosa prevede il piano del ministro Salvini

Il decreto modifica le norme vigenti in materia di immigrazione, cittadinanza, protezione umanitaria e richiesta di soggiorno

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Credit: Getty Images

Lunedì 24 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Sicurezza, all’interno del quale sono presenti nuove misure in materia di immigrazione. Il 6 novembre 2018 decreto è arrivato in Senato.

Il testo contiene “disposizioni urgenti in materia di rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario nonché in materia di protezione internazionale, di immigrazione e di cittadinanza”.

La presentazione del Decreto Salvini è stata più volte rimandata a causa dell’opposizione degli esponenti dei 5 Stelle, ma il ministro ha ribadito di non avere intenzione di modificare il testo del decreto.

Protezione umanitaria 

Il decreto nel suo primo articolo prevede l’abolizione della concessione del permesso di soggiorno per motivi umanitari previsto dal Testo unico sull’immigrazione(legge 286/98).

Secondo la legge attualmente in vigore questo tipo di permesso può essere concesso ai cittadini stranieri che presentano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello stato italiano”.

In alternativa, hanno diritto al permesso di soggiorno per motivi umanitari coloro che fuggono da conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità e che provengono da paesi al di fuori dell’Unione europea.

Anche i cittadini stranieri che non possono essere espulsi perché potrebbero essere oggetto di persecuzione o che sono vittime di sfruttamento lavorativo o di tratta hanno diritto a questa particolare tutela. Il loro permesso dura dai 6 mesi ai 2 anni a seconda del caso e può essere rinnovato.

Il decreto del ministro Salvini prevede l’abrogazione della protezione umanitaria.

Regole per la revoca della protezione internazionale e dello status di rifugiato

Il ministro Salvini ha identificato nuovi reati che comportano la revoca dello status di rifugiato o la protezione internazionale.

Tra questi sono stati inseriti la violenza sessuale, produzione, detenzione e traffico di sostanze stupefacenti, rapina ed estorsione, furto, furto in appartamento, minaccia, violenza o resistenza a pubblico ufficiale.

Il sistema di accoglienza

I titolari di protezione internazionale o ai minori stranieri non accompagnati saranno gli unici a poter usufruire del sistema Sprar dedicato all’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati.

Tempi più lunghi per il trattenimento degli irregolari nei Cpr

L’articolo 2 del decreto prevede che gli irregolari possono essere trattenuti nei Centri per il rimpatrio, che hanno sostituito i Cie, e in altri luoghi fino a un massimo di 180 giorni. Ad oggi, il limite è di 90 giorni.

Per quanto riguarda i fondi usati dai comuni per la creazione di sportelli informativi per gli stranieri che vogliono sapere come accedere ai programmi di rimpatrio volontario, il decreto stabilisce che verranno spostati al Fondo per i rimpatri del ministero dell’interno.

Cittadinanza

La concessione della cittadinanza ai discendenti degli emigrati italiani all’estero sarà più difficile da ottenere e saranno estesi i requisiti di residenza necessari per chiederla sia in caso di matrimonio che sulla base della residenza.

L’articolo 13 del decreto prevede anche che la cittadinanza può essere revocata e negata al soggetto condannato per reati legati al terrorismo.

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