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Camerun, un commando di uomini armati ha rapito 79 studenti nel nord-ovest del paese

Gli alunni sono stati portati in un luogo sconosciuto insieme al preside della scuola, a un autista e a un docente dell'istituto

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Credit: AFP

Un gruppo armato ha rapito, domenica 4 novembre, 79 alunni a Bamenda, nella regione camerunese anglofona del nord-ovest.

A confermarlo al Journal du Cameroun sono state le autorità locali, secondo cui il rapimento è avvenuto quando un commando di uomini armati non identificati ha preso d’assalto la scuola secondaria presbiteriana di Nkwen.

Gli studenti rapiti sono stati portati in un luogo sconosciuto insieme al preside della scuola, a un autista e a un docente dell’istituto.

Il governatore della regione, Adolphe Lele Lafrique, ha confermato il rapimento.

Le autorità della regione del Nord Ovest sostengono che le forze di sicurezza camerunesi hanno lanciato un’operazione per salvare i sequestrati e hanno invitato la comunità locale a mantenere la calma.

Dall’ottobre del 2017, quando i separatisti proclamarono l’indipendenza della cosiddetta repubblica di Ambazonia, si sono moltiplicati i sequestri e gli attacchi ai danni di funzionari dello stato, militari, paramilitari, membri delle forze di sicurezza o civili, sia stranieri che camerunesi.

Nelle due regioni anglofone del paese africano, diversi piccoli gruppi di “autodifesa”, come le “Tigri”, le “Forze di Ambaland” e le milizie “Vipers” combattono al fianco dei separatisti delle Forze di Difesa dell’autoproclamata repubblica di Ambazonia e delle Forze di Difesa del Camerun meridionale, contro l’esercito camerunese.

Secondo l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch, a partire dal 2017, oltre 180mila persone sono state costrette a lasciare le proprie case in queste regioni , a causa di violenze e abusi commessi contro i civili dal governo e dai separatisti.

In meno di un anno, sono stati uccisi almeno 109 militari e membri delle forze di sicurezza e oltre 120 scuole sono state incendiate.

Amnesty International riporta almeno 400 vittime civili uccise solo nel 2018.