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Salerno, fa esplodere l’appartamento e uccide la convivente: fermato un uomo

Secondo i carabinieri, ad appiccare le fiamme è stato il compagno della donna, rimasto anche lui ustionato nel rogo e fermato con l'accusa di omicidio pluriaggravato da crudeltà e premeditazione

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L'episodio è avvenuto a Sala Consilina

Un uomo ha versato sul pavimento di casa due taniche di benzina e ha appiccato il fuoco che ha provocato un’esplosione nel suo appartamento di Sala Consilina, nel Salernitano, secondo quanto ricostruito dai carabinieri.

Nell’abitazione si trovava la compagna dell’uomo, rimasta gravemente ustionata e trasportata nel tardo pomeriggio del 3 novembre in eliambulanza al Centro Grandi Ustioni dell’ospedale Cardarelli di Napoli in condizioni disperate.

La donna, una rumena di 32 anni, è deceduta il 4 novembre a causa delle ferite riportate.

La ricostruzione – Secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, ad appiccare le fiamme è stato il compagno della donna, un 48enne originario del comune del Vallo di Diano.

L’uomo, nel pomeriggio del 3 novembre, avrebbe riempito due taniche di benzina a un distributore di carburanti per poi raggiungere l’abitazione e versare il liquido infiammabile vicino al camino, innescando il rogo e causando gravi ferite alla compagna, poi deceduta.

Questa la ricostruzione realizzata dai carabinieri grazie alle testimonianze raccolte e alla visione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza di alcuni esercizi commerciali della zona.

L’uomo è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per omicidio pluriaggravato da crudeltà e premeditazione e per incendio doloso. Anche lui ha riportato ustioni alle braccia e alle gambe.

Sono invece rimasti illesi i tre figli della donna che giocavano nel piazzale antistante l’abitazione al momento dell’esplosione.

Secondo le informazioni diffuse dai carabinieri della compagnia di Sala Consilina coordinati dal capitano Davide Acquaviva, alla base del gesto dell’uomo ci sarebbero i continui litigi con la compagna, morta nell’incendio.

Abusi contro le donne – In provincia di Milano, una ragazza ecuadoriana di 23 anni è riuscita a salvarsi dopo essere stata segregata in casa e sequestrata dall’ex compagno per due giorni, che l’ha ripetutamente violentata.

La vittima è riuscita a salvarsi grazie ad un bigliettino lanciato per strada in cui chiedeva aiuto. Il foglietto è stato raccolto dai passanti, che hanno chiamato i carabinieri.