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“Suocera insostenibile, volevo tornare a comandare in casa”: le assurde confessioni del finto smemorato di Pisa

"Sarei tornato dopo poche settimane. E magari poi avrei ridettato le regole del gioco"

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Salvatore Mannino

“Ho viaggiato sempre in treno. Sono partito da Pontedera, ho raggiunto Milano, poi Parigi e Londra. Dopo un giorno ero a Edimburgo e ho voluto visitare subito la cattedrale. Mi sono messo in coda con i turisti ma sono svenuto e mi sono risvegliato in ospedale. Il mio piano era quello di far credere ai medici di aver perso la memoria, però per alcuni momenti l’ho persa davvero”.

È un passaggio dei verbali di Salvatore Mannino, l’uomo scomparso da Lajatico, in provincia di Pisa, il 20 settembre 2018,  e ritrovato svenuto sul pavimento della Cattedrale di Edimburgo in Scozia il 20 settembre 2018.

Mannino aveva fatto credere di aver perso la memoria, ma alla fine ha confessato di aver mentito, spiegando come tutto facesse parte di un preciso piano.

L’uomo voleva “vedere da lontano che cosa sarebbe accaduto in famiglia”, nella speranza che i suoi cari sentissero la sua mancanza.

“Sarei tornato dopo poche settimane — ha detto — e avrei trovato le parole giuste per far comprendere loro i motivi che mi avevano spinto ad andarmene. E magari poi avrei ridettato le regole del gioco. Sarei rientrato in famiglia dopo questo gesto dimostrativo che ho fatto senza alcuna cattiveria”.

“A casa mi sentivo un marito e un padre spodestato. Comandava tutto mia suocera che dal 2010 viveva con noi e si metteva sempre di mezzo. Volevo riaffermare la mia autorità”.

“Mi dispiace di aver creato tutta questa confusione ma i rapporti con mia suocera erano diventati insostenibili. Non riuscivo più a sopportare una situazione così pesante e dovevo fare qualcosa per cambiarla”.

“Sarei tornato a casa per ridettare nuovamente le regole”, ha spiegato Mannino ai carabinieri.

Mannino, imprenditore 52enne, il 20 settembre 2018  era stato trovato svenuto sul pavimento della Cattedrale di Edimburgo in Scozia. Era senza documenti e non riusciva a ricordare quanto accaduto. Ricoverato in Scozia, secondo gli psichiatri poteva essere rimasto vittima di un evento dissociativo.

Mannino era sparito dopo avere accompagnato i figli a scuola. La sua auto era stata ritrovata alla stazione di Pontedera e in casa era comparso un biglietto cifrato nel quale chiedeva perdono.

L’appello per le sua ricerca era stato subito raccolto dalla trasmissione “Chi l’ha visto”, che aveva inviato una troupe a Edimburgo per cercare di fare luce sulla vicenda.

Già durante la fase delle indagini, di cui  si stava occupando anche la polizia scozzese, era emerso che l’imprenditore stava da tempo vivendo una situazione personale difficile e stava idealizzando la possibilità di una fuga dalla quotidianità. Desideri forse iniziati dopo che aveva lasciato il lavoro di dirigente alla Pam ai Gigli vicino al città di Prato e aveva aperto una cooperativa di servizi a Fucecchio.