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Lo smemorato di Lajatico si era inventato tutto: “Mi sentivo schiacciato da mia suocera”

Salvatore Mannino, l'imprenditore scomparso in provincia di Pisa il 20 settembre 2018, aveva mentito. La fuga, ha confessato ai medici dell'ospedale di Pisa, era dovuta alla difficoltà di reggere le dinamiche familiari

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Salvatore Mannino – l’uomo scomparso da Lajatico, in provincia di Pisa, il 20 settembre 2018 – stava mentendo. Non ce l’ha fatta più a reggere la parte e ha ammesso tutto: era andato via perchè non sopportava più le dinamiche familiari. Non riusciva a reggerne il peso, si sentiva schiacciato dalla suocera e voleva dimostrare di essere fondamentale per la moglie e i figli. Allora aveva inventato ogni cosa: la scomparsa e il malore a Edinburgo. L’incapacità a comprendere l’italiano e a ricordare chi fossero i membri della sua famiglia.

Sono stati i medici della psichiatria dell’ospedale di Pisa, dove era stato ricoverato dopo essere arrivato il 23 ottobre dalla Scozia, a raccogliere la sua confessione, al termine di una settimana di tentativi di spingerlo ad ammettere la verità.

Mannino, imprenditore 52enne, il 20 settembre 2018  era stato trovato svenuto sul pavimento della Cattedrale di Edimburgo in Scozia. Era senza documenti e non riusciva a ricordare quanto accaduto. Ricoverato in Scozia, secondo gli psichiatri poteva essere rimasto vittima di un evento dissociativo.

Mannino era sparito dopo avere accompagnato i figli a scuola. La sua auto era stata ritrovata alla stazione di Pontedera e in casa era comparso un biglietto cifrato nel quale chiedeva perdono.

L’appello per le sua ricerca era stato subito raccolto dalla trasmissione “Chi l’ha visto”, che aveva inviato una troupe a Edimburgo per cercare di fare luce sulla vicenda.

Già durante la fase delle indagini, di cui  si stava occupando anche la polizia scozzese, era emerso che l’imprenditore stava da tempo vivendo una situazione personale difficile e stava idealizzando la possibilità di una fuga dalla quotidianità. Desideri forse iniziati dopo che aveva lasciato il lavoro di dirigente alla Pam ai Gigli vicino al città di Prato e aveva aperto una cooperativa di servizi a Fucecchio.