Me

Cannabis legale, la storia di sette amici toscani: “Così coltiviamo erba sfidando i big del settore”

Nella Bassa Maremma un gruppo di giovani under 35 ha deciso di coltivare, produrre e distribuire cannabis legale, creando una srl dal nome Sinergica Toscana

In un piccolo paese della bassa Maremma, un gruppo di sette amici, tutti under 35, ha deciso di coltivare, produrre e distribuire cannabis legale, creando una srl dal nome Sinergica Toscana.

La neonata società, frutto di tutte quelle concessione che la legge 242 del 2016 ha messo a disposizione degli imprenditore con il pollice verde, si candida pertanto come alternativa in un mercato che in Italia fatica a lasciare spazio alle piccole realtà.

Ma come si svolge la giornata di un coltivatore di marijuana light italiano? Tra scadenze e processi di coltivazione da rispettare, Andrea Rancini, presidente di Sinergica, racconta a TPI le tecniche per produrre e vendere a livello nazionale una cannabis di qualità a prezzi accessibili.

Cos’è la marijuana legale (cannabis light)

La cannabis legale è ricavata da infiorescenze femminili di Canapa Light Sativa specificatamente selezionate perché ricche di CBD, il cannabidiolo, cioè il composto non psicoattivo utilizzato anche per la  marijuana medica e povere di THC, la sostanza responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis.

Dopo l’entrata in vigore della legge sulla canapa il 14 gennaio del 2017, c’è stato un incremento nelle vendite della sostanza legale in diverse città italiane e sono nati negozi growshop che hanno iniziato a vendere la marijuana legale, senza effetti psicotropi.

La marijuana è considerata legale proprio perché la concentrazione di THC rispetta il livello indicato dalla legge italiana. Ora, con la vendita della marijuana legale anche nelle tabaccherie, la sostanza sarà ancora di più alla portata di tutti.

Quanto costa

L’erba legale sarà venduta in pacchetti come quelli delle sigarette, a un prezzo tra i 20 e i 40 euro a confezione. AdnKronos riporta la testimonianza di un esercente romano che commenta la novità della vendita di marijuana legale presso alcune tabaccherie di Roma.

“Sono per lo più persone adulte, molto adulte, anche qualche anziano che vengono qui e la comprano con tranquillità perché rilassa. Magari la fumano contro l’insonnia. I ragazzi invece no, questa non la comprano”, ha detto l’esercente.

Qui TPI aveva raccontato la storia di Luca Marola, titolare di Easyjoint, che vende canapa a basso contenuto di THC, totalmente legale. Leggi la storia completa. | Secondo il premio Nobel per l’economia Gary Becker la guerra alla droga ha fallito. La soluzione è la legalizzazione.

Cos’è la cannabis terapeutica e perché adesso è possibile acquistare quella italiana

Nei primi giorni del 2017 è cominciata la distribuzione della cannabis prodotta in Italia dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, come da accordi firmati il 18 settembre 2014 tra il ministro della Salute e il ministro della Difesa e poi sanciti dal decreto ministeriale del 9 novembre 2015. Una scelta storica che sancisce, almeno in parte, l’indipendenza italiana dall’importazione di cannabinoidi dall’estero.

La cannabis terapeutica di provenienza olandese (Bedrocan BV) da marzo 2016 viene venduta nelle farmacie italiane ad un costo di circa 19-22 euro per grammo. Con la produzione italiana, l’approvvigionamento dall’estero dovrebbe progressivamente diminuire, fino ad essere sostituito completamente dalla produzione italiana.

La cannabis terapeutica

Secondo quanto specificato dal ministero della salute, la cannabis esteticamente sarà “costituita da infiorescenze femminili non fecondate, essiccate e macinate”.

La cannabis terapeutica prodotta dallo stabilimento è una varietà indicata dalla sigla FM2, ossia farmaceutico militare con 2 principi cannabinoidi contenuti: il THC e il CBD.

Il tetraidrocannabinolo (THC) è responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis, ha effetti “antidolorifici, antinausea, antiemetici, anticinetosici, stimolanti l’appetito e ipotensivi sulla pressione endooculare”

Il cannabidiolo (CBD) ha invece un effetto “antinfiammatorio, analgesico, antinausea, antiemetico, antipsicotico, anti ischemico, ansiolitico e antiepilettico”.

La qualità prodotta dallo stabilimento fiorentino dovrebbe contenere tra iI 5 e l’8 per cento d THC e tra il 7,5 ed il 12 per cento di CBD. La cannabis è indicata per diverse tipologie terapeutiche, gli usi consentiti dal decreto sono:

– Dolore (neuropatico, oncologico)

– Spasticità dal Sclerosi Multipla

– Nausea e vomito in chemioterapia

– Stimolazione appetito nell’AIDS o cancro o anoressia nervosa

– Sinodrome di Tourette

– Glaucoma resistente

Metodi di utilizzo 

Secondo quanto previsto dalla legge e come confermato dal dottor Ternelli, proprietario della farmacia e del laboratorio a Reggio Emilia che da anni segue pazienti che necessitano cure a base di cannabis, i metodi raccomandati e noti delle infiorescenze femminili essiccate sono due: orale ed inalatorio.

Orale: tisana (almeno 40 minuti di preparazione), decotto, capsule, olio, resina.

Inalatorio: vaporizzazione, sigaretta elettronica.

“Attualmente la metodologia di assunzione più diffusa”, spiega il dottor Ternelli, “è in forma di capsule o gocce, poiché per tisane e decotti, ad esempio, i tempi di preparazione sono molto lunghi, diversi dalle classiche tisane, e il paziente deve assumerla più volte al giorno”.

Prezzo alle farmacie

La vendita vera e propria dovrebbe cominciare il 9 gennaio e sarà distribuita dallo stabilimento chimico farmaceutico militare direttamente alle farmacie. I primi 20 chilogrammi prodotti e immessi sul mercato – come precisato da una nota del ministero della Salute – costeranno 6,88 euro al grammo più Iva al 22 per cento.

La cannabis per uso non terapeutico

A luglio del 2016 era entrato in discussione alla Camera dei deputati un testo di legge che promuoveva la legalizzazione del consumo della cannabis ( già presentato a settembre del 2015) ma le migliaia di emendamenti presentati dalla maggioranza del governo ne ha di fatto bloccato l’approvazione. L’aula l’ha rimandato in commissione ed oggi non è stata ancora prevista una nuova discussione.

La proposta di legge che prevede anche delle semplificazioni per l’uso della cannabis a scopo terapeutico, quindi, non ha fatto passi in avanti: diversi parlamentari di sinistra Italiana e di Possibile, ma anche alcuni deputati del Partito Democratico, avevano presentato a novembre 2016 un emendamento per creare un monopolio statale sulla cannabis (come avviene per i prodotti del tabacco) e destinare gli introiti alle zone terremotate. L’emendamento è stato bocciato dal Partito Democratico insieme alla Lega il 20 novembre in commissione Bilancio della camera.