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“Gli assassini di Desirée depressi a causa del razzismo”, il post fake diffuso dal social media manager di Salvini

Immagine di copertina

Luca Morisi, il social media manager di Matteo Salvini, ha creduto e diffuso una notizia palesemente falsa diffusa da un account troll, prendendosela con la “sinistra”. Morisi, invocando il TSO per l’autore, tale Armando Schiaffini, ha pubblicato un post in cui si giustificavano gli assassini di Desirée, come “depressi a causa del razzismo”.

Il tweet era chiaramente un fake, ma il social media manager non l’ha capito.

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“Gli assassini di erano “depressi” a causa del “razzismo” del governo italiano, “delitto terribile” ma serve “immedesimarsi nei panni di quei poveri ragazzi”. Così dice tal Armando Schiaffini. Oltre al TSO speriamo in un magistrato attento”, scrive Morisi.

Il post contro cui si scaglia Morisi è questo:

L’account di Armando Schiaffini è un fake, per accorgersene basterebbe notare il luogo in cui si tagga “Roma Polo Club”. Si tratta infatti di un account che vuole incarnare, in maniera parodica, i cliché attraverso i quali la destra descrive la sinistra “radical chic” tanto odiata dai populisti.

Il post è chiaramente un’operazione di trolling. Secondo Vice l’account è invece un’operazione di attivisti leghisti che usano creare falsi account antifascisti per screditare attivisti antifascisti.

Luca Morisi, che si definisce il social-megafono, in ogni caso, qualunque sia la mente dietro il falso account, non è riuscito a distinguere un post chiaramente fake da una dichiarazione reale, del tutto inverosimile. E come lui tanti altri che hanno inondato il post incriminato di insulti, credendo fosse vero.

Armando Schiaffini non è nuovo a post simili. Basta scorrere la sua pagina per rendersene conto.

“Ieri sera il grande intellettuale antifascista Alessandro Cattelan ha condotto uno spettacolo su un tema che mi sta molto a cuore e sul quale conduco da tempo una battaglia di civiltà: l’abolizione del suffragio universale”, scriveva qualche giorno fa.

O ancora, “questa mattina l’Italia è stata attraversata da un’ondata di amore e consapevolezza perché in molte città si sono verificati cortei studenteschi in cui i fantocci dei fascisti Salvini e Di Maio sono stati bruciati come gesto Pacifico di dissenso verso Il governo dell’odio e della violenza”, scriveva con chiara intenzione di trollare i suoi lettori.

Le reazioni di indignazione di chi abbocca a una narrazione che dipinge la sinistra come “radical chic”, interessata solo agli immigrati, e falso-moralista, non mancano sotto i post. Che ci sia cascato anche il social media manager del ministro dell’Interno, che ha urlato al TSO, inizia a essere allarmante.