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Le ultime commoventi parole di Sara Anzanello: “Il mio sogno è vivere. Semplicemente vivere”

Sara Anzanello è morto alle 19.43 del 25 ottobre. In quel momento i suoi familiari hanno voluto condividere sui social gli ultimi pensieri della pallavolista 38enne, che con la maglia della nazionale nel 2002 vinse il mondiale

Immagine di copertina
Sara Anzanello. Credit: Facebook/Sara Anzanello

Sara Anzanello si è spenta alle 19.43 del 25 ottobre. In quel momento i suoi familiari hanno voluto condividere sui social gli ultimi pensieri della pallavolista 38enne, che con la maglia della nazionale nel 2002 vinse il mondiale.

Sara è stata stroncata da una forma gravissima di epatite, contro cui combatteva dal 2013, quando militava in una squadra dell’Azerbaigian, ed è qui che ha contratto la malattia. Poi il ritorno in Italia, l’operazione, il trapianto e la riabilitazione. Sembrava tutto passato e invece quell’incubo l’ha inghiottita.

Su Facebook, Sara aveva scritto un lunghissimo post in si leggeva tutta la sua voglia di restare, di lottare per restare. “Condividere per essere di supporto a chi come me deve superare delle difficoltà, per far capire che la vita è bella, perché in questo momento ho bisogno di energie positive. Devo fare un altro trapianto, ma mi hanno diagnosticato un tumore al sistema linfatico”, scriveva Sara annunciando ai suoi follower quel male che l’avrebbe divorata.

“Ed ora inizierò i cicli di chemioterapia, ho paura perché voglio vivere. Non si sa mai quali e quante sfide la vita ti pone davanti, difficilmente si è abbastanza pronti. Cos’è la cosa che vorresti più di ogni altra, il tuo sogno nel cassetto, il tuo desiderio più grande? Il mio sogno è vivere. Semplicemente vivere, passeggiare, stare all’aria aperta, un bel bagno in un mare limpido, la sabbia sotto i piedi, la neve candida che mi circonda in una giornata invernale di sole, i miei quadri, la mia cucina, il mio piccolo orto sinergico, una serata con la mia famiglia e con le persone a cui voglio bene”, si leggeva ancora in quel post.

“Vivere, senza grandi pretese, ma vivere. Molti conoscono la mia storia, dopo il difficile trapianto di fegato nel 2013 ho lottato per riprendere in mano la mia vita; quest’anno, l’aggravarsi della mia situazione mi ha riportato qui al Niguarda per entrare nuovamente in lista. Nello stesso periodo mi è stato diagnostico un Tum…re al sistema linfatico, manco riesco a dirlo, ed ora inizierò le chemio”, confessava stremata ma pronta a ricominciare a lottare.

Dopo il trapianto, nel 2013, Sara affrontà la riabilitazione ma poi tornò a fare quello che sapeva fare meglio: giocare a pallavolo. L’intervento andò bene e Sara tornò a giocare con la sua Novara. Sembrava che la pallavolista finalmente fosse riuscita a riprendersi la sua vita, ma poi la situazione è precipitata e la malattia si è riaffacciata nella sua vita.

“A voi spiegata la mia costante presenza alla SPA Niguarda dove sono seguita da un’equipe di alto livello di cui mi fido e che sta facendo di tutto per far avverare i miei desideri. Ho la fortuna di avere una famiglia, un fidanzato e amici speciali che mi sono accanto e mi fanno ridere e passare minuti spensierati, minuti in cui la malattia non c’è più… Tante altre persone stanno combattendo la mia battaglia, in tante l’hanno già vinta, altre no”, continuava Sara.

“Ho paura, non sarà l’emozione migliore da avere, però non avere certezze fa paura. Non voglio entrare nei dettagli medici ma, se volete mandarmi un piccolo pensiero, una preghiera per i credenti, un po’ di energia positiva che aiuti il mio corpo a fare piazza pulita di ciò che non va bene. Io sono qui per lottare, mai mollare, crederci sempre come ho fatto in tutta la mia vita.
Arrivederci a tutti.
Sara”.