Me

Omicidio Desirée: arrestato a Foggia il quarto sospettato

Nei giorni scorsi le forze dell'ordine hanno fermato altri tre uomini per l'omicidio della sedicenne

Immagine di copertina

Il 26 ottobre 2018 è stato arrestato dalle forze di polizia il quarto presunto responsabile della morte di Desirée, la giovane ragazza violentata e uccisa nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Si tratta di un cittadino del Gambia.

L’arresto è avvenuto nei pressi del campo di Borgo Mezzanone alla periferia di Foggia.

Omicidio Desirée, il momento dell’arresto dei primi due sospettati

Omicidio Desirée San Lorenzo – Nella notte tra giovedì 18 e venerdì 19 ottobre 2018 in un edificio abbandonato di San Lorenzo, il quartiere universitario di Roma, è stato trovato il cadavere di Desirée, una ragazza di 16 anni di Cisterna Latina. L’adolescente sarebbe stata prima drogata e poi violentata e le cause della morte sono ancora da accertare.

In un primo momento gli inquirenti avevano parlato di una donna di circa 30 anni morta per overdose, ma gli accertamenti successivi hanno smentito la prima ipotesi.

L’autopsia ha confermato che la ragazza ha subito violenza sessuale e che ha assunto sostanze stupefacenti.

Omicidio Desirée: i primi uomini fermati – Due uomini senegalesi e un nigeriano sono stati fermati per la morte di Desirée il 25 ottobre. Il 26 ottobre 2018 è stato arrestato dalle forze di polizia il quarto presunto responsabile dell’omicidio.

I due senegalesi sono Mamadou Gara, 26 anni, Brian Minteh, 43, mentre il nigeriano è un uomo di 40 anni, Alinno Chima. Il quarto uomo è un cittadino del Gambia.

I quattro sono indagati, in concorso con altre persone in via di identificazione, di violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario.

Secondo la polizia, Mamadou Gara e Brian Minteh hanno somministrato stupefacenti alla ragazza di 16 anni il pomeriggio del 18 ottobre per ridurla in stato di incoscienza. In seguito ne hanno abusato sessualmente, causandone la morte avvenuta nella notte del 19 ottobre.

Mamadou Gara aveva un permesso di soggiorno per richiesta d’asilo scaduto ed era stato espulso con un provvedimento del prefetto di Roma il 30 ottobre del 2017. Resosi irreperibile, era stato rintracciato dalla polizia a Roma il 22 luglio 2018, con richiesta di nulla osta dell’autorità giudiziaria per reati pendenti a suo carico.

Il suo connazionale Brian Minteh aveva presentato alla questura di Roma il 24 agosto 2017 una istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari. La questura era in attesa di integrazioni documentali perchè la domanda risultava carente di iscrizione anagrafica.