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Il generale Nistri difende l’Arma: “Sono in pochi a dimenticare la virtù”. La ministra Trenta: “Chi sbaglia va punito”

Il comandante generale dei Carabinieri ha partecipato alla cerimonia per i 40 anni del Gruppo di Intervento Speciale. "L’Arma si deve ricordare che è nella virtù dei 110mila uomini, che ogni giorno lavorano per i cittadini che trarremo sempre la forza per continuare a servire le istituzioni", ha dichiarato nel suo discorso.

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Il comandante generale dei Carabinieri Giovanni Nistri, venerdì 26 ottobre, ha partecipato alla cerimonia per i 40 anni del Gis, il Gruppo di Intervento Speciale, l’unità per il controterrorismo italiana.

“L’Arma si deve ricordare che è nella virtù dei 110mila uomini, che ogni giorno lavorano per i cittadini, che abbiamo tratto, traiamo e trarremo sempre la forza per continuare a servire le istituzioni”, ha dichiarato nella parte conclusiva del suo discorso. “Uomini che sono molti ma molti di più dei pochi che possono dimenticare la strada della virtù”.

Dopo la confessione di uno dei militari che aveva partecipato al pestaggio di Stefano Cucchi, il generale aveva difeso l’Arma affermando che la gravità di quanto successo non doveva essere messa in discussione ma si trattava di “un episodio che non rispecchia la normalità del modo di procedere dell’Arma”.

Il riferimento implicito alla storia di Cucchi, e alla svolta impressa alle indagini nelle ultime settimane, è venuto anche dalla ministra della Difesa Elisabetta Trenta. “L’Arma è sempre stata vicina al cittadino”, ha affermato nel suo discorso, e i Carabinieri sono un “punto di riferimento, esempio di rettitudine, integrità e senso del dovere” ma nel caso in cui “si accerti l’avvenuta negazione di questi valori si deve agire e accertare la verità isolando i responsabili allo scopo di ristabilire la fiducia dei cittadini nell’Arma”.

Presente alla cerimonia anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha dichiarato: “Da ministro non ammetterò mai che un eventuale errore di uno possa infangare l’impegno e il sacrificio di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa”.

Il 17 ottobre 2019 Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano Cucchi, aveva incontrato il generale Nistri e la ministra Trenta. Il colloquio era avvenuto dopo la deposizione di Francesco Tedesco, che aveva accusato due colleghi di avere pestato Cucchi.

Dopo l’incontro, Ilaria Cucchi aveva dichiarato: “Il generale vuole colpire tutti coloro che hanno parlato. Mi sarei aspettata non dico delle scuse, perché avrebbe potuto essere per lui troppo imbarazzante, ma certo non 45 minuti di sproloquio contro Casamassima, Rosati e Tedesco, come a dire, ho pensato, che gli unici tre pubblici ufficiali che hanno deciso di rompere il muro di omertà nel mio processo non sono degni di continuare a indossare la divisa che io amo e rispetto”.

“Danno peso ai post di Casamassima ma non ci difendono da quelli infamanti e violenti partoriti da pagine di Facebook e troll in gran parte gestiti da appartenenti a Polizia e Carabinieri. Basta con gli insulti e le violenze verbali, possono essere molto ma molto pericolosi”, aveva sottolineato.

Oltre al generale Nistri, il 17 ottobre Ilaria Cucchi aveva incontrato la ministra della Difesa, Elisabetta Trenta. Ma sulla ministra il giudizio era stato completamente diverso.

“Abbiamo apprezzato molto le dichiarazioni della ministra dopo la confessione di Tedesco e le sue dichiarazioni su quanto accadde a Stefano la notte del suo arresto. Ho accolto con molto entusiasmo il suo invito al ministero perché mi sentivo protetta dalla sua solidarietà istituzionale”, aveva detto Ilaria Cucchi.

“Le mie aspettative su di lei non sono andate deluse”.