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Vendono l’azienda a una multinazionale, ma prima regalano un milione di euro ai dipendenti

È successo nel Torinese, dove un'azienda specializzata in fanali per automotive, ha venduto l'attività a un colosso del settore canadese, ma prima ha voluto ringraziare i propri lavoratori

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Credit: Getty Images

Hanno voluto ringraziare i loro dipendenti prima di lasciare l’azienda nelle mani di una multinazionale e lo hanno fatto offrendo loro uno stipendio in più, per un totale di un milione di euro.

È successo a Rivoli, nel Torinese, dove la proprietà del gruppo torinese Olsa, azienda produttrice di fanali per automotive, ha deciso di esprimere riconoscenza nei confronti dei lavoratori premiandoli.

La soddisfazione si mescola alla commozione, dopo tanti anni insieme: “Con tante di queste persone abbiamo trascorso quasi 40 anni assieme”, ha affermato uno dei fondatori dell’azienda torinese.

L’azienda di fanali per automotive è stata ceduta l’estate scorsa a una multinazionale canadese, esperta nel settore, la Magna International. Appena si è diffusa la voce non tutti hanno preso bene la notizia della cessione, subito però dai piani alti dell’azienda è arrivata la rassicurazione.

La scelta di cedere alla canadese Magna International è solo una strada per far crescere ancora di più l’azienda storica italiana, di fatto internazionalizzandola.

“È un premio per dire grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa avventura di impresa”, ha riferito al Corriere della sera Massimo Pedrana che insieme ad Alberto Peyrani, Bruno Ressico ed Eugenio Bosco ha visto crescere la sua azienda, fino a scegliere la cessione alla multinazionale leader mondiali del settore.

Una questione anche legata all’età: “Noi soci siamo tutti over 65: è venuto il momento di avviare un passaggio generazionale e di consentire all’azienda di compiere quel salto dimensionale necessario per meglio competere nel mondo. Ma non dimentichiamo i compagni di questo lungo viaggio”, ha sottolineato ancora Pedrana.

L’azienda, nata nel Torinese, oggi conta ben sei stabilimenti, di cui due in Italia, a Moncalieri e Santena, e altri quattro all’estero, in Polonia, Messico, Cina e Brasile.

285 milioni di ricavi, ora l’azienda storica italiana si inserirà in un gruppo da quasi 40 miliardi di dollari.  “Il mondo dell’auto vive giorni di profondi cambiamenti. Il fanale è diventato un oggetto molto sofisticato. Con l’arrivo della guida autonoma i sistemi di illuminazione l’illuminazione e i led saranno decisivi. Servono grandi investimenti che solo una multinazionale può garantire”, ha concluso Pedrana.

Dai sindacati hanno assicurato che “l’attuale assetto produttivo italiana verrà conservato” e si spera che “la nuova proprietà possa intraprendere nuove investimenti e nuove assunzioni”.

 

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