Me

Quali prodotti non troveremo più nei supermercati dopo lo stop alla plastica usa e getta

Il 24 ottobre l'Europarlamento ha approvato il divieto di alcuni prodotti in plastica monouso, che equivalgono al 70 per cento dei rifiuti che finiscono in mare. Se verrà approvata, la nuova normativa entrerà in vigore dal 2021

Immagine di copertina

Dal 2021 potremmo entrare in un supermercato e non trovare più piatti, cannucce in plastica, oltre a posate, cotton fioc, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini. Insomma, tutti quei prodotti mono uso di cui ci serviamo praticamente ogni giorno verranno messe al bando nei paesi dell’Unione europea, qualora la normativa venisse approvata in via definitiva.

L’intervento richiesto dagli europarlamentari, però, va oltre le posate e i bicchieri in plastica. Infatti, da Strasburgo chiedono anche che vengano vietati i sacchetti in plastica leggera, gli articoli di plastica ossi-degradabili, come sacchetti o imballaggi, e i contenitori per fast-food in polistirolo espanso.

Insomma, saranno messi al bando i prodotti di plastica monouso per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative. Tutti questi prodotti dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili, mentre per quegli articoli per cui non esistono alternative valide verrà chiesta la riduzione d’uso.

Gli Stati membri dovranno farsi carico della riduzione dell’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica. Questo mettendo a disposizione prodotti alternativi presso i punti vendita, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente.

Parte della responsabilità cade sui produttori, i quali dovranno rispettare requisiti di progettazione ed etichettatura e sottostare a degli obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti. Con queste nuove norme l’Europa è la prima a intervenire incisivamente su un fronte che ha implicazioni mondiali.

L’obiettivo è fissato per il 2025, quando gli Stati membri dovranno raccogliere il 90 per cento delle bottiglie di plastica monouso per bevande, ad esempio, introducendo sistemi di cauzione-deposito (sistemi già esistenti in alcuni paesi).

Un’attenzione particolare da parte dell’Europarlamento è riservata all’attrezzatura da pesca, che rappresenta il 27 per cento dei rifiuti che si ritrovano sulle spiagge. La Commissione punta a introdurre regimi di responsabilità del produttore per gli attrezzi da pesca che contengono plastica: i produttori dovranno, infatti, prendersi carico dei costi della raccolta quando questi articoli sono dismessi e conferiti agli impianti portuali di raccolta, oltre ai costi del successivo trasporto e trattamento.

A tutto questo, gli Stati dovranno affiancare programmi di sensibilizzazione alla causa. Gli Stati membri saranno chiamati, infatti, a promuovere campagne per sensibilizzare i consumatori all’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti in plastica – che costituiscono il 70 per cento dei rifiuti in mare – e dei sistemi di riutilizzo disponibili, passando per le migliori pratiche di gestione dei rifiuti per questi prodotti.

 

Leggi anche: Le nostre feci sono piene di microplastica

Campagna regione lazio